IN SINTESI Cosa ha detto Zelensky sui negoziati
Le richieste russe contenute nelle cosiddette “intese di Anchorage” non sarebbero più parte dell'attuale percorso negoziale per porre fine alla guerra in Ucraina.
Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un incontro con rappresentanti della comunità ucraina negli Stati Uniti, nel corso della sua visita a New York.
Zelensky: il negoziato si è allontanato dalla formula “3+2”
Secondo Zelensky, i colloqui avrebbero superato sia l'ipotesi di una neutralità dell'Ucraina sia la cosiddetta formula territoriale “3+2”.
Quella formula, secondo la ricostruzione fornita da Kiev, prevedeva il riconoscimento della sovranità russa sulla Crimea e sulle regioni di Donetsk e Luhansk, oltre che sulle parti delle regioni di Kherson e Zaporizhzhia attualmente occupate dalle forze russe.
Il presidente ucraino ha attribuito un ruolo nel cambiamento della cornice negoziale anche alla squadra statunitense, sottolineando però soprattutto il peso della situazione militare sul terreno.
Il ruolo del fronte secondo Kiev
Zelensky sostiene che l'assenza di significativi avanzamenti russi abbia consentito a Kiev di mantenere una posizione più forte nei negoziati e di non accettare condizioni considerate inaccettabili.
Si tratta della valutazione espressa dal presidente ucraino: Mosca continua a rivendicare obiettivi territoriali e non risulta un accordo pubblico tra le parti che abbia definitivamente chiuso il dossier.
La precisazione è importante: non è scomparsa la questione dei territori dai negoziati. Zelensky afferma piuttosto che non sarebbero più sul tavolo le precedenti richieste russe di riconoscimento formale della sovranità di Mosca secondo la formula attribuita alle “intese di Anchorage”.
Solo poche settimane fa il territorio restava il nodo principale
Il 6 settembre lo stesso Zelensky aveva definito la questione territoriale ancora “rilevante”, sostenendo che un tema di tale complessità avrebbe dovuto essere affrontato direttamente dai leader.
Anche l'inviato statunitense Jared Kushner aveva successivamente indicato il territorio come uno dei principali ostacoli ancora irrisolti, ricordando la richiesta russa relativa al Donbas e il rifiuto ucraino di ritirarsi dalle aree ancora controllate da Kiev.
Le nuove dichiarazioni indicano quindi, secondo la versione ucraina, un cambiamento della cornice negoziale, ma non ancora una soluzione politica definitiva sulla futura configurazione territoriale dell'Ucraina.








