IN SINTESI Attacchi aerei e combattimenti sul fronte
Nuova giornata di pesanti attacchi aerei sull'Ucraina. Secondo l'ultimo aggiornamento fornito dal presidente Volodymyr Zelensky, il bilancio del 28 settembre è salito ad almeno 9 morti e oltre 80 feriti.
Kyiv riferisce che durante la giornata sarebbero stati impiegati più di 120 droni Shahed, circa 90 dei quali a propulsione jet.
Colpite diverse città ucraine
A Kyiv un drone ha centrato l'edificio dell'Accademia Nazionale delle Scienze, provocando un incendio e vittime. Altri attacchi hanno interessato edifici residenziali, uffici, distributori di carburante e infrastrutture.
A Dnipro un attacco contro un edificio adibito a uffici ha provocato tre morti e numerosi feriti. Decine di persone sono rimaste ferite anche a Kharkiv e Zaporizhzhia, mentre danni sono stati segnalati a Odesa.
Mosca sostiene di aver colpito obiettivi legati alle capacità militari e logistiche ucraine. Le autorità di Kyiv affermano invece che numerosi attacchi abbiano interessato anche aree e strutture civili.
Kyiv rivendica progressi nel Donetsk
Parallelamente agli attacchi aerei, il 3° Corpo d'Armata ucraino ha annunciato nuovi risultati nell'operazione “Vivaldi” nell'est del Paese.
Secondo il comando ucraino sarebbero stati recuperati altri 51 chilometri quadrati, portando a 176 km² il territorio complessivamente riconquistato dall'inizio delle operazioni. Il Corpo ha inoltre rivendicato la riconquista o il ripristino del controllo su diversi centri abitati.
Si tratta di rivendicazioni militari ucraine non verificabili in modo indipendente. Nelle stesse ore il Ministero della Difesa russo ha annunciato a sua volta nuove conquiste nel Donetsk e nella regione di Sumy.
BTR-60 trasformati in mezzi kamikaze
Tra gli elementi più particolari dell'operazione, il 3° Corpo afferma di aver utilizzato vecchi BTR-60 sovietici trasformati in veicoli robotizzati esplosivi per colpire fortificazioni russe.
Sono stati inoltre impiegati sistemi terrestri senza equipaggio, alcuni armati con lanciagranate e controllati a distanza, nel tentativo di ridurre l'esposizione diretta della fanteria durante gli assalti.









