Dal 1° gennaio 2027 le pensioni saranno interessate dal consueto meccanismo di rivalutazione annuale, che adegua gli assegni all’andamento dei prezzi per contribuire a preservare il potere d’acquisto dei pensionati.
In attesa della percentuale ufficiale, le prime simulazioni prendono come riferimento una rivalutazione ipotetica del 2,9%, legata alle precedenti stime sull’inflazione del 2026. Con questa percentuale, una pensione da 1.000 euro crescerebbe di 29 euro lordi al mese, mentre una da 2.000 euro aumenterebbe di 58 euro.
Attenzione però: il 2,9% non è ancora il tasso definitivo. L’ISTAT ha aggiornato al 3,1% l’inflazione generale acquisita a settembre, mentre il calcolo della rivalutazione pensionistica segue uno specifico indice dei prezzi. Gli importi potranno quindi cambiare.
La tabella: quanto aumenterebbe la pensione con il 2,9%
Applicando l’ipotesi del 2,9% e le regole attualmente vigenti, gli aumenti lordi mensili sarebbero indicativamente i seguenti:
| Pensione attuale | Aumento lordo | Nuovo importo |
|---|---|---|
| 800 € | +23,20 € | 823,20 € |
| 1.000 € | +29,00 € | 1.029,00 € |
| 1.200 € | +34,80 € | 1.234,80 € |
| 1.500 € | +43,50 € | 1.543,50 € |
| 2.000 € | +58,00 € | 2.058,00 € |
| 2.500 € | +72,35 € | 2.572,35 € |
| 3.000 € | +85,40 € | 3.085,40 € |
Importi lordi e indicativi su 13 mensilità, calcolati con rivalutazione ipotetica del 2,9%, minimo INPS 2026 di 611,85 euro e regole di perequazione vigenti. Non comprendono eventuali modifiche normative, effetti fiscali o particolarità individuali.
Come funzionano le tre fasce di rivalutazione
L’aumento non viene applicato necessariamente con la stessa percentuale sull’intero assegno. Il sistema attuale prevede una rivalutazione progressiva per fasce, in relazione al trattamento minimo INPS.
Il meccanismo per scaglioni consente quindi di riconoscere la rivalutazione piena alla prima fascia anche quando la pensione complessiva supera quattro volte il trattamento minimo.
Quando saranno ufficiali gli aumenti?
La percentuale di rivalutazione sarà definita con un decreto del Ministero dell’Economia, atteso generalmente nella seconda metà di novembre. La rivalutazione è collegata all’andamento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi.
L’ultimo aggiornamento ISTAT disponibile indica un’accelerazione dell’inflazione generale nel corso del 2026. Tuttavia, l’inflazione generale e l’indice utilizzato per la rivalutazione pensionistica non coincidono necessariamente.
Gli importi effettivi saranno inoltre influenzati dalla tassazione e dalle eventuali novità introdotte nella legge di Bilancio 2027.
Quanto costerà la rivalutazione allo Stato?
Secondo una stima elaborata dall’ANSA sui dati INPS, l’adeguamento delle pensioni nel 2027 potrebbe comportare una maggiore spesa di circa 10 miliardi di euro, nell’ipotesi di rivalutazione del 2,9% e mantenimento delle regole attuali.
Si tratta di una valutazione preliminare, al lordo degli effetti fiscali, che potrà essere aggiornata quando saranno disponibili gli indici definitivi.
ISTAT — Indice FOI ↗
Indice dei prezzi utilizzato come riferimento per gli adeguamenti monetari.







