Gli Stati Uniti intendono superare il tradizionale modello di relazioni con il Medio Oriente fondato sullo scambio tra sicurezza militare e interessi petroliferi. Lo ha dichiarato martedì 20 ottobre 2026 l’inviato americano Tom Barrack, intervenendo al Global Security Forum di Doha, in Qatar.
Barrack, ambasciatore statunitense in Turchia e inviato speciale per la Siria, ha spiegato che Washington non vuole più esercitare un ruolo dominante nella regione, pur mantenendo il proprio coinvolgimento diplomatico e strategico.
Il messaggio rivolto agli alleati del Golfo è quindi quello di un cambiamento del rapporto con gli Stati Uniti, non di un ritiro americano.
La fine del vecchio rapporto tra petrolio e protezione militare
Per decenni, la presenza americana nel Golfo è stata strettamente collegata alla sicurezza degli alleati e alla stabilità delle forniture energetiche internazionali. Basi militari, accordi di difesa e cooperazione strategica hanno rappresentato elementi centrali di questo rapporto.
Secondo Barrack, quel modello deve essere ripensato. Washington non intende più assumersi da sola la responsabilità di garantire la sicurezza regionale, mentre i governi del Medio Oriente sono chiamati ad aumentare la propria capacità di gestire le minacce e di costruire collaborazioni tra loro.
L’inviato americano ha inoltre messo in discussione l’efficacia delle precedenti politiche di intervento e di cambiamento dei governi nella regione, sostenendo che numerose iniziative del passato non abbiano prodotto i risultati attesi.
Gli alleati del Golfo cercano nuove forme di sicurezza
Il cambiamento prospettato da Barrack arriva in una fase di forte instabilità in Medio Oriente, segnata dal conflitto con l’Iran, dagli attacchi alle infrastrutture energetiche e dalle minacce contro il traffico commerciale.
I Paesi del Golfo stanno aumentando gli investimenti nelle proprie capacità militari e valutando forme di cooperazione più ampie, senza interrompere i rapporti strategici con gli Stati Uniti.
Lo stesso Qatar ha annunciato l’intenzione di sviluppare un polo nazionale per la produzione nel settore della Difesa, con particolare attenzione ai sistemi contro missili e droni e alla sicurezza informatica.
Iran, il Qatar conferma che i negoziati proseguono
Durante il Global Security Forum è stata affrontata anche la situazione dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, nel tentativo di trovare una soluzione al conflitto che ha destabilizzato il Medio Oriente e i mercati energetici.
Il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha confermato che i mediatori continuano a mantenere aperti i contatti tra le parti, anche attraverso lo scambio di messaggi e il coinvolgimento di altri partner regionali.
Tra le questioni ancora aperte figurano la sicurezza dello Stretto di Hormuz, il blocco navale dei porti iraniani, le sanzioni economiche e la ripresa dei negoziati sul programma nucleare.
La sicurezza energetica rimane una priorità
Nonostante il nuovo orientamento annunciato da Barrack, il Medio Oriente conserva una rilevanza strategica per gli Stati Uniti e per l’economia globale.
Gli attacchi alle navi commerciali e agli impianti energetici continuano a creare incertezza sui mercati. La sicurezza dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita una quota significativa delle forniture internazionali di petrolio e gas, resta uno dei principali temi di confronto.
Per questo motivo, la revisione della politica americana non implica la fine degli interessi degli Stati Uniti nella sicurezza marittima e nella stabilità energetica della regione.









