Il 20 ottobre 2026, rappresentanti di Ucraina, Stati Uniti e diversi Paesi europei si sono riuniti a Oslo per discutere questioni cruciali riguardanti l’Ucraina. Tra i partecipanti europei figuravano Italia, Francia, Germania, Regno Unito e un rappresentante della Commissione europea. L’incontro ha avuto l’obiettivo di coordinare le posizioni su territori, sicurezza e ricostruzione, in vista di un possibile coinvolgimento della Russia in un formato negoziale.
Questi colloqui seguono discussioni preliminari avvenute due settimane prima tra consiglieri per la sicurezza nazionale di Stati Uniti, Ucraina ed Europa. L’incontro di Oslo ha rappresentato un passo avanti nel tentativo di stabilire un dialogo più ampio e strutturato, valutando diverse formule di cessate il fuoco. Tuttavia, non è stata presa alcuna decisione definitiva su un formato trilaterale o multilaterale.
Il giorno successivo, il 21 ottobre, l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff ha incontrato Vladimir Putin a San Pietroburgo. Questo incontro ha cercato di collegare il dialogo multilaterale europeo-ucraino con gli sforzi statunitensi per riaprire i negoziati trilaterali. Secondo il Cremlino, il fallimento di questi negoziati è attribuibile a Kiev, una posizione che non trova conferma nelle altre fonti.






