La compagnia petrolifera statale Saudi Aramco ha ordinato l’evacuazione della propria sede centrale di Dhahran, nell’Arabia Saudita orientale, chiedendo ai dipendenti ancora presenti negli uffici di lavorare da casa fino a nuove disposizioni.
La decisione, riferita il 22 ottobre 2026 da Reuters e AFP sulla base di fonti informate, arriva mentre si intensificano gli attacchi degli Houthi yemeniti contro obiettivi sauditi, comprese infrastrutture energetiche e aeroportuali.
Secondo le fonti, il personale non essenziale lavorava già da remoto dopo il precedente attacco alla sede aziendale. Il nuovo ordine interessa anche i dipendenti che erano rimasti negli uffici. Le aree residenziali del complesso non risultano evacuate.
La sede era già stata colpita il 13 ottobre
Il complesso Aramco di Dhahran era stato colpito nella serata del 13 ottobre, durante una serie di attacchi attribuiti agli Houthi. Secondo le fonti citate da Reuters, l’episodio aveva provocato danni a una torre degli uffici e un incendio propagatosi su più piani.
Il Ministero dell’Energia saudita aveva confermato un incendio di entità limitata, mentre fonti direttamente informate avevano descritto danni più estesi ad alcune aree dell’edificio.
La struttura ospita funzioni strategiche di coordinamento delle attività di Aramco, comprese quelle relative a impianti di estrazione, raffinerie, oleodotti e terminali di esportazione.
Nuovi attacchi agli aeroporti e agli impianti energetici
L’evacuazione arriva dopo un nuovo attacco contro l’aeroporto internazionale King Fahd di Dammam, nella parte orientale dell’Arabia Saudita, che ha provocato due morti e otto feriti secondo le informazioni diffuse dalle autorità e riprese dalle agenzie internazionali.
Nelle stesse ore sono stati segnalati attacchi anche contro obiettivi petroliferi sauditi, tra cui l’area del giacimento di Shaybah.
Gli episodi si inseriscono nell’intensificazione del conflitto tra gli Houthi, sostenuti dall’Iran, e le forze saudite impegnate nello Yemen.
Quali conseguenze per la produzione di petrolio?
L’ordine di evacuazione rappresenta una misura significativa per la sicurezza del personale, ma non equivale automaticamente all’interruzione della produzione petrolifera saudita.
Non sono state comunicate sospensioni generali delle operazioni di Aramco legate al nuovo ordine. Secondo le informazioni disponibili, la compagnia sta ricorrendo al lavoro da remoto per mantenere le attività che possono essere svolte fuori dalla sede.
Resta tuttavia elevata l’attenzione dei mercati energetici, poiché l’eventuale danneggiamento di impianti produttivi, infrastrutture logistiche o terminali di esportazione potrebbe avere conseguenze sulle forniture internazionali.
Crescono i rischi per la sicurezza energetica del Golfo
L’intensificarsi degli attacchi contro obiettivi sauditi evidenzia la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche e dei collegamenti logistici in una regione fondamentale per il commercio internazionale di petrolio.
La situazione interessa anche la sicurezza delle rotte marittime del Mar Rosso, in particolare nell’area dello Stretto di Bab el-Mandeb, dove le ostilità nello Yemen rappresentano un ulteriore fattore di instabilità.
Per il momento, l’elemento confermato dalle fonti giornalistiche è il rafforzamento delle misure di sicurezza e l’allontanamento del personale dagli uffici della sede centrale di Dhahran.








