Metà marzo segna l’arrivo degli accrediti dell’Assegno Unico Universale per milioni di famiglie italiane. L’INPS ha fissato il 19 e 20 marzo come giorni di pagamento per i beneficiari già in lista consolidata, mentre chi ha presentato nuova domanda, modificato il conto corrente o comunicato variazioni familiari dovrà aspettare l’accredito entro il 31 marzo. Quest’anno gli importi salgono grazie alla rivalutazione dell’1,4% agganciata all’inflazione certificata dall’ISTAT. Il tetto massimo raggiunge 203,80 euro mensili per figlio, riservato alle famiglie con ISEE al di sotto di 17.468,51 euro. Le famiglie con un ISEE superiore a 46.582,71 euro — oppure prive di una Dichiarazione Sostitutiva Unica valida — si fermano alla quota minima di 58,30 euro mensili per figlio.
A marzo l’INPS liquida anche i conguagli relativi ai primi due mesi dell’anno, già rivalutati ma non ancora erogati in misura piena. Attenzione: questi arretrati spettano solo a chi ha già aggiornato l’ISEE con riferimento al 2024, il reddito di riferimento per il 2026. Chi non ha ancora provveduto non riceverà la differenza in automatico.
Da marzo il calcolo dell’assegno si basa sul nuovo ISEE per prestazioni familiari. Le famiglie che non hanno rinnovato la DSU ricevono per ora soltanto l’importo minimo. Esiste però una seconda possibilità: presentando la documentazione entro il 30 giugno 2026, l’assegno viene ricalcolato con effetto retroattivo da marzo, consentendo di recuperare le mensilità ridotte. Dopo quella data, la differenza non percepita viene persa definitivamente.
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