Mentre l’impiego dell’intelligenza artificiale nel conflitto in Iran da parte del Pentagono segna una nuova era della guerra tecnologica, i principali laboratori di IA della Silicon Valley reagiscono in modo diametralmente opposto alla militarizzazione dei loro strumenti.
Secondo quanto riportato da testate come The Wall Street Journal e Bloomberg, sistemi di IA sono stati determinanti nell’operazione “Epic Fury”, consentendo alle forze statunitensi di analizzare dati e identificare un migliaio di bersagli nelle prime 24 ore di ostilità. Questo utilizzo intensivo ha innescato un’immediata reazione nel settore privato. La BBC ha rivelato per prima la notizia che OpenAI e Anthropic stanno reclutando esperti di armamenti non convenzionali. La mossa è un’ammissione che i loro modelli avanzati potrebbero, in teoria, essere sfruttati per la creazione di armi di distruzione di massa.
Tuttavia, le due aziende hanno intrapreso percorsi divergenti. OpenAI ha stretto un accordo per fornire la propria tecnologia al Dipartimento della Difesa, implementandola sulle reti classificate. Al contrario, Anthropic si è opposta a richieste simili, arrivando a intentare una causa legale contro il Pentagono dopo essere stata designata come un rischio per la sicurezza nazionale. Nonostante ciò, secondo NPR, la sua IA rimane in uso sul campo tramite sistemi forniti da partner come Palantir, evidenziando la complessità della situazione.
Si invitano i lettori a visionare la fonte principale dell’articolo al seguente link: BBC
















