Marzo 2026 segna l’avvio dell’adeguamento Irpef sui cedolini dei pensionati INPS che dichiarano redditi lordi annui tra 28mila e 50mila euro. La novità riguarda esclusivamente la tassazione e non modifica l’importo lordo dell’assegno.
La riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% produce un vantaggio sul netto concentrato in questa fascia reddituale. L’incremento resta contenuto per gli importi più vicini alla soglia minima e cresce progressivamente verso i redditi più elevati. Nessuna variazione per chi resta sotto i 28mila euro annui. Nel pagamento di marzo rientrano anche gli arretrati riferiti ai primi due mesi dell’anno. Il risultato è un cedolino più alto rispetto a quello ordinario, con un beneficio complessivo più marcato soprattutto nella parte alta della fascia interessata. Da aprile l’effetto si riduce al solo aumento mensile. Lo stesso mese include anche i conguagli delle maggiorazioni sociali riconosciute agli over 70 e agli invalidi civili totali maggiorenni. L’intervento comporta un incremento degli importi mensili e un ampliamento delle soglie reddituali previste per l’accesso. Resta invece immutato il divario negli importi medi tra uomini e donne. I dati INPS diffusi a inizio 2026 mostrano assegni più bassi per le pensionate rispetto ai pensionati, con uno scarto superiore al 26%.
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