Il tema delle liste d’attesa continua a pesare anche nel 2026 sulla sanità pubblica. Nelle segnalazioni raccolte da Cittadinanzattiva nel 2024 compaiono tempi estremamente lunghi per diverse prestazioni: fino a 360 giorni per una TAC al torace, 540 per una risonanza all’encefalo e 720 per una colonscopia. Per molte prime visite specialistiche vengono inoltre indicati tempi superiori ai 400 giorni.
Un altro elemento critico riguarda il sistema delle prenotazioni. Solo una quota limitata di visite ed esami viene confermata alla prima data proposta dal CUP: il 34,5% per le visite specialistiche e circa il 40,6% per la diagnostica. In molti casi i cittadini ricevono appuntamenti difficili da sostenere oppure in strutture lontane dal territorio di residenza. Tra i problemi più ricorrenti segnalati figurano la carenza di personale sanitario, le forti differenze tra regioni e l’attuazione non uniforme delle misure previste per contenere i ritardi. Le conseguenze ricadono direttamente sui pazienti: quasi la metà delle segnalazioni riguarda l’accesso alle prestazioni, oltre il 55% riferisce di aver rinunciato almeno una volta a visite o esami e più della metà dichiara di aver sostenuto spese sanitarie di tasca propria.
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