Giorgia Meloni ha denunciato la circolazione di immagini deepfake generate con l’intelligenza artificiale, definendole uno strumento pericoloso capace di ingannare e manipolare l’opinione pubblica. La premier ha spiegato che non si tratta solo di un attacco personale, ma di una minaccia più ampia alla fiducia nell’informazione.
Meloni ha rilanciato l’invito a “verificare prima di credere” e a non condividere contenuti senza controllarne l’origine. Il caso riapre anche il dibattito sulla regolazione dei contenuti manipolati con l’IA, in un momento in cui l’Italia ha introdotto nel 2025 l’articolo 612-quater del codice penale contro la diffusione non consensuale di immagini, video o audio alterati con sistemi artificiali. La premier ha inoltre richiamato una causa già avviata in passato contro un uomo accusato di aver realizzato video deepfake pornografici con il suo volto, trasformando la vicenda in un segnale politico contro gli abusi digitali







