Non c’è solo la presenza simbolica sul fianco orientale dell’Alleanza. In Bulgaria la deterrenza passa anche da attività sul terreno, con esercitazioni pensate per verificare tempi di reazione, coordinamento e autonomia operativa.
In questo quadro si inserisce l’ultima esercitazione a fuoco conclusa dal Multinational Battle Group NATO a guida italiana presso il poligono di Koren.
L’addestramento ha coinvolto oltre 150 militari e 40 mezzi. Per 96 ore il dispositivo ha operato a distanza dalla base di Novo Selo, mettendo alla prova capacità di dispiegamento rapido, integrazione tra contingenti e tenuta logistica in uno scenario prolungato.
Accanto ai reparti italiani delle Brigate “Garibaldi” e “Pinerolo” hanno partecipato anche unità di Albania, Bulgaria, Macedonia del Nord, Montenegro e Romania. Il dato politico conta quasi quanto quello operativo. L’Italia è infatti nazione guida del Battle Group dal 2022 e mantiene in Bulgaria un ruolo centrale nel dispositivo NATO rafforzato dopo l’invasione russa dell’Ucraina. L’esercitazione serviva a verificare comando, controllo e cooperazione multinazionale in un contesto di warfighting. Più che l’evento in sé, pesa ciò che segnala sulla direzione presa dalla presenza alleata nell’area.
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