Una riforma “di facciata” della sanità militare è solo il sintomo della tensione che attraversa il comparto Difesa, ora concentrata sul rinnovo del contratto 2025-2027. Sul tavolo, il governo ha messo risorse giudicate insufficienti da sigle come l’USAMI Aeronautica, che ha calcolato come non bastino a recuperare il 24% di potere d’acquisto perso dal personale.
A irritare, non sono solo le cifre, ma la mancanza di una visione politica. Parlano di un “contratto in bianco”, senza impegni chiari su welfare, carriere e, come chiede specificamente l’USAMI partecipando ai tavoli tecnici, senza garanzie su indennità accessorie e pensionabili.









