Il prezzo del carburante sopra i due euro al litro, spinto dalle tensioni in Iran, riaccende l’allarme economico. Il governo risponde con una task force anti-speculazione, ma per ora esclude un taglio delle accise, alimentando le critiche delle opposizioni.
La fiammata dei prezzi si innesta su una fase politica complessa. Il fallimento del referendum sulla giustizia ha segnato un brusco stop, e con la fine della legislatura che si avvicina cresce l’urgenza di risultati per mantenere il consenso.
Prende così corpo l’ipotesi di un rimpasto di governo per evitare il logoramento e dare nuovo slancio all’azione esecutiva. Mentre la politica valuta le sue mosse, le imprese lamentano una pressione fiscale record, aggiungendo un altro fronte di tensione per la premier.
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