A pesare non è solo il danno alla raffineria di Jubail, ma il segnale che arriva al mercato energetico: anche gli impianti più strategici sauditi sono ormai entrati nel raggio della crisi regionale. TotalEnergies ha confermato che uno dei due treni di lavorazione di SATORP è stato danneggiato nella notte tra il 7 e l’8 aprile e che, in via precauzionale, le unità sono state fermate. Non risultano vittime.
La raffineria, partecipata da Saudi Aramco e dal gruppo francese, si aggiunge a una lista di siti energetici colpiti negli ultimi giorni in Arabia Saudita. Secondo fonti saudite rilanciate da Reuters, gli attacchi hanno ridotto la capacità produttiva del regno di circa 600 mila barili al giorno e tagliato di 700 mila barili i flussi dell’oleodotto Est-Ovest, asse chiave per aggirare lo Stretto di Hormuz.
Il blocco di SATORP amplia quindi un danno già visibile su produzione, logistica ed export di prodotti raffinati. Resta da capire quanto durerà lo stop e se la tenuta delle forniture regionali reggerà a nuovi attacchi.









