La fase di tregua per benzina e diesel potrebbe durare poco.
Secondo Unem, il rialzo del petrolio Brent, tornato oltre i 100 dollari al barile, rischia di trasferirsi presto sui prezzi dei rifornimenti in Italia.
A spingere i mercati è la nuova tensione internazionale legata allo Stretto di Hormuz, uno snodo decisivo per il commercio energetico globale. Non basta, quindi, il taglio temporaneo delle accise prorogato dal governo fino al 1° maggio per neutralizzare del tutto l’effetto dei rincari internazionali. I dati più recenti mostrano già un aumento sensibile soprattutto per il diesel, con un impatto crescente su famiglie, trasporti e imprese. Nel frattempo alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, chiedono a Bruxelles misure straordinarie contro gli extraprofitti energetici. Il rischio, ora, è che la nuova fiammata del greggio riapra rapidamente la corsa dei prezzi alla pompa









