La nuova impennata del petrolio sta trasformando la transizione energetica in una questione di sicurezza.
Secondo Simon Stiell, responsabile ONU per il clima, l’instabilità dei combustibili fossili sta spingendo molti Paesi verso le rinnovabili.
Il Brent sopra quota 120 dollari e le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno riaperto il tema della dipendenza energetica.
Cina, India, Germania, Corea del Sud e Regno Unito puntano su solare, eolico e reti elettriche più autonome. L’Agenzia internazionale dell’energia considera la crisi tra le più gravi degli ultimi decenni. Alla COP31 di Antalya il tema sarà centrale. Intanto, a Santa Marta, oltre 50 Paesi hanno discusso percorsi di uscita dai combustibili fossili. Resta da capire se questa accelerazione sarà temporanea o diventerà una scelta definitiva.









