Mentre il Libano continua a vivere le conseguenze di una crisi umanitaria senza precedenti, un barlume di speranza emerge con il ritorno di 646.107 sfollati nelle loro abitazioni. Questo movimento di ritorno è stato reso possibile dalla tregua raggiunta a fine giugno tra Israele e Hezbollah, come riportato dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Tuttavia, la situazione rimane critica, con circa 500.000 persone ancora lontane dalle loro case. Le autorità libanesi hanno stimato che l'offensiva israeliana, iniziata il 2 marzo, abbia causato quasi 4.300 morti e oltre un milione di sfollati, colpendo duramente il Libano meridionale e l’area di Beirut. I dati dell’Oim, raccolti dal 22 giugno, evidenziano non solo l’entità del ritorno, ma anche la fragilità del contesto regionale. Il Libano è considerato uno dei punti più vulnerabili della crisi mediorientale, con il rischio che eventuali riprese delle ostilità possano invertire i flussi di rientro. La popolazione civile e le infrastrutture locali continuano a subire pesanti conseguenze, lasciando aperti interrogativi sul futuro della regione.
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