Il confine tra Israele e Libano è nuovamente teatro di violenze. Nella notte tra il 29 e il 30 giugno, l’esercito israeliano ha colpito tre quartier generali di Hezbollah nel sud del Libano, in risposta alle presunte violazioni del cessate il fuoco. Hezbollah ha denunciato i raid, accusando Tel Aviv di bombardare il territorio libanese e rivendicando la distruzione di mezzi corazzati israeliani.
Le autorità di Beirut hanno riportato almeno 18 morti e 33 feriti a causa dei bombardamenti israeliani, con colpi che hanno colpito anche strutture civili, tra cui un asilo nido. La situazione è critica nell’area di Tiro, un sito patrimonio Unesco, dove sono state uccise 15 persone, in gran parte civili. L’escalation di violenza alimenta il timore di un conflitto più ampio, mentre l’esercito israeliano intensifica le incursioni aeree nel sud del Libano.
Questa recrudescenza dei combattimenti si inserisce in un contesto globale di aumento delle guerre attive, con un numero crescente di teatri di scontro tra Stati e attori armati non statali.






