Al vertice Nato di Ankara, l’attenzione è sul cambio di passo nelle politiche di difesa. Il segretario generale designato, Mark Rutte, ha annunciato l’obiettivo del 5% del Pil degli alleati per difesa e sicurezza, superando il target del 2% del 2014. Questo richiede un maggiore impegno dai 32 Paesi membri, inclusa l’Italia, che nel 2025 ha raggiunto una spesa del 2,01% del Pil.
Il Forum dell’industria della difesa ha annunciato contratti per oltre 50 miliardi di dollari, con un piano di 40 miliardi nei prossimi cinque anni per potenziare le capacità anti-drone. L’investimento mira a formare più operatori di droni entro il 2027, migliorando le capacità di difesa e sorveglianza dell’Alleanza.
L’Italia, con altri undici alleati, ha lanciato un progetto sulle materie prime critiche per la sicurezza delle catene di approvvigionamento della difesa, essenziale per sostenere il nuovo livello di spesa e capacità militari richiesto dalla Nato. Resta da vedere l’impatto sull’industria e le Forze armate italiane.








