Nella provincia iraniana di Hormozgan, le autorità locali hanno denunciato la distruzione di ponti strategici e infrastrutture, mentre le forze armate statunitensi continuano a colpire obiettivi militari in Iran. Questo è il sesto giorno consecutivo di attacchi, con l’impiego di caccia, droni e missili da navi da guerra, nel contesto della lotta per il controllo dello Stretto di Hormuz. In risposta, Teheran ha preso di mira installazioni statunitensi e alleate nel Golfo, colpendo una base Usa in Kuwait e obiettivi in Bahrein, Oman, Giordania e Siria. L’escalation ha quasi bloccato il traffico commerciale nello Stretto, con solo tre navi mercantili transitate nelle ultime 24 ore. Il prezzo del Brent è salito a circa 85 dollari al barile, con un incremento settimanale superiore al 10%. In Italia, l’aumento delle quotazioni internazionali di petrolio e gas ha portato la benzina a superare i 2 euro al litro su diversi impianti autostradali. Washington insiste che i raid mirano a ridurre le capacità militari di Teheran, minacciando la navigazione commerciale.
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