SABAUDIA (LATINA) – Un nuovo appello alle istituzioni per garantire la tutela di un minore che, nel novembre 2023, quando aveva appena 10 anni, sarebbe stato vittima di una violenta aggressione da parte di un vicino di casa nel comprensorio della propria abitazione a Sabaudia.
La vicenda, già approdata nelle aule giudiziarie con il rinvio a giudizio dell’uomo accusato dell’aggressione, registra ora un ulteriore sviluppo. I genitori del bambino hanno presentato un’istanza formale di intervento urgente all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, trasmettendola per conoscenza anche alla Presidenza della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero della Giustizia.
A renderlo noto è un comunicato stampa trasmesso alla redazione di ForzeArmate.org da Antonio Dal Cin, appartenente al Ruolo d’Onore del Corpo della Guardia di Finanza e Vittima del Dovere.
La preoccupazione per la sicurezza del bambino
Al centro dell’iniziativa vi è quella che la famiglia definisce una situazione di grave vulnerabilità ambientale.
Secondo quanto denunciato dai genitori, nonostante il procedimento penale avviato nei confronti del vicino di casa, il minore continuerebbe a vivere quotidianamente a stretto contatto con l’imputato, senza che siano state applicate le misure cautelari di protezione richieste.
In particolare, la famiglia richiama l’articolo 282-ter del Codice di procedura penale, che disciplina il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
Una condizione che, secondo i genitori, rischierebbe di aggravare le conseguenze psicologiche dell’episodio. Per il bambino, sempre secondo quanto riferito nel comunicato, sarebbe stato prescritto un percorso urgente e continuativo di supporto psicologico territoriale.
Processo fissato nel 2027: la denuncia sui tempi della giustizia
Un secondo elemento di forte preoccupazione riguarda la durata del procedimento giudiziario.
La Procura della Repubblica di Latina aveva formulato la richiesta di rinvio a giudizio nell’ottobre 2024. Il successivo provvedimento del giudice per l’udienza preliminare è arrivato il 2 ottobre 2026, mentre l’avvio del dibattimento, secondo il comunicato, è stato fissato al 10 luglio 2027, quasi quattro anni dopo i fatti.
Un’attesa che i genitori considerano particolarmente gravosa per un bambino ancora in età evolutiva, sollevando il rischio di una possibile vittimizzazione secondaria, ovvero di un ulteriore pregiudizio derivante dalle conseguenze e dalla gestione della vicenda giudiziaria.
Le richieste al Garante per l’Infanzia
Con l’istanza trasmessa il 9 ottobre 2026, i genitori chiedono all’Autorità garante di aprire urgentemente un fascicolo dedicato alla vicenda e di valutare un’interlocuzione con gli uffici giudiziari competenti, nel rispetto della loro autonomia.
La famiglia sollecita inoltre un intervento presso l’ASL territorialmente competente, affinché sia assicurata la tempestiva attivazione del percorso terapeutico prescritto al minore.
«Chiediamo un segnale forte affinché i diritti di nostro figlio, solennemente scritti nella Costituzione e nei Trattati internazionali, trovino piena, concreta e immediata attuazione nei tribunali della Repubblica», dichiarano i genitori, ribadendo la fiducia nell’operato delle istituzioni.
La vicenda riporta al centro dell’attenzione il delicato equilibrio tra i tempi della giustizia, le garanzie processuali e la necessità di assicurare una protezione tempestiva alle persone minorenni coinvolte in procedimenti penali.
Resta fermo il principio della presunzione di innocenza dell’imputato fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
Fonte: Comunicato stampa del 9 ottobre 2026 trasmesso alla redazione di ForzeArmate.org da Antonio Dal Cin. Riscontri giornalistici: Radio Studio 93, 10 ottobre 2026 e Latina Quotidiano, 12 ottobre 2026
Approfondimenti
La vicenda del bambino aggredito a Sabaudia continua a sollevare interrogativi sulla protezione dei minori e sull’efficacia delle misure legali in situazioni di emergenza.
Il Ruolo del Garante per l’Infanzia
Il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza svolge un ruolo cruciale nel monitorare e intervenire in casi di violazione dei diritti dei minori. Nel contesto del bambino aggredito a Sabaudia, l’intervento del Garante è stato sollecitato per garantire una protezione adeguata e tempestiva. L’Autorità ha il compito di raccogliere segnalazioni e di collaborare con le istituzioni competenti per assicurare che i diritti dei minori siano rispettati. In situazioni di pericolo, come quella del bambino aggredito a Sabaudia, il Garante può attivare procedure di emergenza per proteggere il minore coinvolto.
Implicazioni Psicologiche e Supporto Necessario
Le conseguenze psicologiche di un’aggressione possono essere significative, specialmente per un bambino. Nel caso del bambino aggredito a Sabaudia, è stato evidenziato il bisogno di un supporto psicologico continuativo per affrontare il trauma subito. La famiglia ha richiesto un intervento urgente per garantire che il minore riceva l’assistenza necessaria. Questo sottolinea l’importanza di un sistema di supporto psicologico efficace e accessibile per i minori vittime di violenza, che possa aiutare a mitigare gli effetti a lungo termine di tali esperienze traumatiche.
La Lentezza della Giustizia e le Sue Conseguenze
La lentezza del sistema giudiziario è un problema ricorrente che può avere gravi ripercussioni, soprattutto nei casi che coinvolgono minori. Nel caso del bambino aggredito a Sabaudia, i genitori hanno espresso preoccupazione per i tempi prolungati del procedimento giudiziario. L’attesa di anni per l’inizio del processo può esacerbare il trauma e la sofferenza del minore, evidenziando la necessità di riforme che accelerino i procedimenti legali in cui sono coinvolti bambini. Garantire una giustizia rapida ed equa è fondamentale per evitare ulteriori danni psicologici e per ristabilire un senso di sicurezza e normalità nella vita del minore.








