La difesa aerea resta il capitolo più urgente per Kiev, colpita con regolarità da attacchi con missili e droni. Su questo terreno la Francia ha annunciato martedì 14 luglio 2026, al termine di un vertice dei Paesi che sostengono l’Ucraina, un piano di forniture militari più ampio.
L’intesa prevede la cessione di sedici caccia Rafale con il relativo armamento, un primo gruppo di batterie di difesa aerea a lungo raggio del tipo SAMP/T, radar e missili aggiuntivi. È previsto anche il rilascio di licenze per produrre in Ucraina alcuni tipi di munizioni e missili.
È importante distinguere le fasi. Quello annunciato è un piano, cioè una tabella di marcia condivisa tra i due Paesi, non un contratto già firmato. Le prime consegne dei caccia sono indicate su un orizzonte pluriennale, mentre l’addestramento dei piloti richiederà mesi. L’annuncio sviluppa una lettera d’intenti sottoscritta alla fine del 2025, che ipotizzava la fornitura di un numero molto più elevato di velivoli nel lungo periodo. Il passaggio attuale precisa i primi impegni concreti.
Il Rafale è un caccia multiruolo di produzione francese. Il SAMP/T è invece un sistema di difesa aerea a lungo raggio sviluppato in ambito europeo, capace di intercettare aerei e missili: è lo stesso tipo di assetto che l’Italia ha già ceduto a Kiev negli scorsi anni. La novità della produzione su licenza mira a rendere l’Ucraina meno dipendente dalle forniture esterne, consentendole di fabbricare in casa parte delle munizioni.
Il seguito dipenderà dalla traduzione del piano in contratti operativi e dai tempi di consegna, che restano il vero banco di prova dell’intesa.









