All’alba del 20 agosto 2026, un’operazione coordinata dai Carabinieri della Compagnia di Vasto ha portato all’arresto di sette persone tra Chieti e Foggia. Gli indagati, tutti giovani nati tra il 1994 e il 2006, sono accusati di aver compiuto dodici assalti esplosivi a sportelli bancomat tra gennaio e settembre 2025. L’operazione, denominata “Device”, ha visto il coinvolgimento di unità specializzate come i “Cacciatori di Puglia” e gli artificieri del comando provinciale di Bari.
L’indagine ha avuto origine dall’assalto al bancomat della Bper Banca di Gissi nel luglio 2025, che ha dato il via a un’inchiesta sui raid con la tecnica della “marmotta”. Gli assalti, avvenuti nelle province di Chieti, Avellino, Campobasso e Potenza, hanno causato ingenti danni strutturali. Nonostante l’elevato livello di organizzazione, secondo Il Mattino, non emergono legami accertati con la criminalità organizzata.
Ulteriori assalti esplosivi a bancomat sono stati registrati in Puglia, tra cui quelli di Francavilla Fontana e Terlizzi. Le autorità stanno valutando possibili connessioni con la banda sgominata. L’operazione “Device” rappresenta un passo significativo nel contrasto a questo tipo di crimini, evidenziando la necessità di investimenti in sistemi di sicurezza avanzati da parte degli istituti di credito.
Approfondimenti
L’operazione “Device” ha messo in luce l’importanza di un’azione coordinata e tempestiva da parte delle forze dell’ordine per contrastare i crimini legati agli assalti esplosivi ai bancomat.
La tecnica della “marmotta esplosiva”
La tecnica della “marmotta esplosiva” è una metodologia criminale che ha guadagnato notorietà negli ultimi anni. Consiste nell’inserire un ordigno esplosivo all’interno del bancomat per forzare l’apertura della cassaforte e accedere al denaro contenuto. Questo metodo, sebbene efficace per i malviventi, comporta rischi significativi sia per la sicurezza pubblica che per l’integrità delle strutture. Gli arresti Vasto bancomat hanno evidenziato come questa tecnica sia stata utilizzata in modo sistematico, causando danni ingenti e mettendo in pericolo la sicurezza dei cittadini.
Implicazioni per la sicurezza bancaria
Gli arresti Vasto bancomat sottolineano la necessità di un rafforzamento delle misure di sicurezza da parte degli istituti di credito. Le banche sono chiamate a investire in tecnologie avanzate per prevenire tali attacchi, come sistemi di allarme più sofisticati e telecamere di sorveglianza ad alta risoluzione. Inoltre, la collaborazione tra le forze dell’ordine e le istituzioni finanziarie è cruciale per sviluppare strategie efficaci di prevenzione e risposta. L’operazione “Device” rappresenta un esempio di come un’azione congiunta possa portare a risultati significativi nel contrasto a questo tipo di crimini.
Il ruolo delle forze specializzate
Durante l’operazione “Device”, il coinvolgimento di unità specializzate come i “Cacciatori di Puglia” ha giocato un ruolo fondamentale nel successo delle indagini. Queste forze, addestrate per operazioni complesse e ad alto rischio, hanno fornito supporto cruciale nelle perquisizioni e nell’arresto dei sospettati. Gli arresti Vasto bancomat dimostrano l’importanza di avere reparti specializzati pronti a intervenire in situazioni critiche, garantendo un approccio mirato e professionale nella lotta contro la criminalità organizzata e i reati gravi.










