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Home Difesa e Sicurezza Difesa

Cavo Dragone: «L’Italia deve assumere più responsabilità nella Nato e trasformare gli investimenti in capacità operative»

Ufficio Stampa by Ufficio Stampa
Agosto 27, 2026
in Difesa, NATO / UE / ONU
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Crediti immagine: immagine non di proprietà della redazione. Fonte: wpmedia.adnkronos.com. Utilizzo nel rispetto dei termini della fonte/licenza.
IN SINTESI Il messaggio di Cavo Dragone
Più responsabilità per l'Italia Capacità operative Deterrenza credibile
1
L'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, ritiene che l'Italia dovrà assumere una quota crescente della responsabilità collettiva nell'Alleanza.
2
Il punto centrale non è soltanto quanto viene investito nella Difesa, ma quanto di quelle risorse si riesce a trasformare in capacità concretamente disponibili.
3
Le capacità richieste devono essere credibili, rapidamente disponibili e interoperabili tra gli Alleati.
4
Cavo Dragone lega il rafforzamento della Nato a un contesto caratterizzato da minacce militari, ibride, cyber e da una crescente cooperazione strategica tra diversi attori internazionali.
5
L'Italia viene descritta come un Paese con una traiettoria positiva e crescente all'interno della Nato, grazie al contributo alle missioni, alla deterrenza sul fianco orientale e al ruolo nel Mediterraneo e nei Balcani.
6
L'obiettivo dichiarato della deterrenza non è rendere inevitabile una guerra, ma costruire una forza sufficientemente credibile da ridurre la probabilità che il conflitto si verifichi.
In breve: per Cavo Dragone l'Italia deve accompagnare l'aumento degli investimenti con Forze armate più pronte, capacità concrete e un contributo crescente alla sicurezza collettiva Nato.
Per l'Italia la nuova fase della Nato non si misura soltanto in termini di maggiore spesa per la Difesa. La questione decisiva è trasformare gli investimenti in capacità militari effettivamente disponibili, interoperabili e rapidamente impiegabili. È il messaggio dell'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, che indica per Roma una crescente responsabilità nella sicurezza collettiva dell'Alleanza.
Italia Responsabilità crescente Per Cavo Dragone il ruolo italiano nell'Alleanza è destinato a diventare più rilevante.
Priorità Capacità concrete Le risorse devono tradursi in strumenti disponibili, pronti e interoperabili.
Obiettivo Deterrenza credibile Una forza credibile serve a ridurre la convenienza di una possibile aggressione.

Più responsabilità per l'Italia nella Nato

L'Italia dovrà assumersi una quota crescente della responsabilità collettiva all'interno della Nato. È uno dei passaggi centrali dell'intervento di Cavo Dragone, che ha analizzato il nuovo equilibrio dell'Alleanza e il ruolo che i Paesi europei sono chiamati ad assumere.

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L'ammiraglio riconosce all'Italia una traiettoria positiva. Il Paese partecipa alle principali attività dell'Alleanza con personale e assetti aerei, navali e terrestri, contribuisce alla deterrenza sul fianco orientale e mantiene un ruolo importante nei Balcani e nel Mediterraneo.

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A questo si aggiunge la presenza sul territorio italiano di strutture Nato strategiche, tra cui il Joint Force Command di Napoli e il NATO Defense College di Roma.

La questione non è soltanto quanto si investe, ma che cosa si riesce a trasformare in capacità.

Dalla spesa alla capacità operativa

È proprio questo il punto che distingue, secondo Cavo Dragone, un semplice aumento delle risorse da un reale rafforzamento militare.

Gli investimenti devono produrre capacità credibili, disponibili e interoperabili. Significa accelerare l'acquisizione dei sistemi necessari, ridurre duplicazioni tra i Paesi alleati, migliorare la cooperazione e assicurare che uomini e mezzi possano essere impiegati rapidamente quando necessario.

Le capacità considerate strategiche
Forze convenzionali pronte
Intelligence e sorveglianza
Logistica e mobilità militare
Cybersicurezza e reti
Tecnologie e sistemi autonomi
Interoperabilità tra Alleati

Il ragionamento comprende inoltre infrastrutture energetiche, reti, spazio, intelligenza artificiale, sensoristica e sistemi autonomi. La sicurezza viene quindi descritta come un insieme più ampio rispetto alla sola disponibilità di armamenti.

La deterrenza come strumento per evitare la guerra

Cavo Dragone inserisce questa richiesta in un quadro di sicurezza internazionale profondamente cambiato. La guerra in Ucraina, le attività ibride e cyber e la crescente cooperazione militare e strategica tra Russia, Iran e Corea del Nord vengono indicati come fattori che impongono alla Nato di mantenere una postura di deterrenza credibile.

La stessa Nato definisce la propria deterrenza e difesa come fondata su una combinazione di capacità convenzionali, nucleari, missilistiche, spaziali e cyber, con l'obiettivo di proteggere gli Alleati e rendere credibile l'impegno alla difesa collettiva.

Per Cavo Dragone una deterrenza efficace poggia soprattutto su tre elementi: capacità reali, credibilità della volontà di impiegarle e chiarezza nel comunicarle.

La logica è impedire a un potenziale avversario di ritenere possibile un'aggressione rapida e a basso costo. Il rafforzamento militare viene quindi presentato non come preparazione a una guerra inevitabile, ma come uno strumento per ridurne la probabilità.

Il riequilibrio tra Stati Uniti ed Europa

Il tema riguarda anche la distribuzione delle responsabilità all'interno dell'Alleanza. Secondo Cavo Dragone, il rapporto transatlantico sta evolvendo verso un maggiore equilibrio, con i Paesi europei chiamati ad assumere progressivamente più responsabilità convenzionali.

Questo percorso interessa anche la struttura di comando della Nato e la disponibilità europea di capacità nel campo dell'intelligence, della sorveglianza, della logistica e del sostegno operativo.

Gli Stati Uniti, allo stesso tempo, continuano a mantenere un ruolo centrale nell'Alleanza, compreso quello nella struttura di comando e nella deterrenza nucleare.

Il punto sull'Italia L'indicazione di Cavo Dragone non è quindi semplicemente quella di aumentare gli stanziamenti. L'obiettivo è utilizzare le nuove risorse per migliorare concretamente prontezza, disponibilità dei mezzi, capacità operative e interoperabilità delle Forze armate italiane.

La sfida: trasformare gli investimenti in risultati

La prospettiva indicata dal presidente del Comitato militare Nato sposta dunque il dibattito dal semplice livello della spesa alla qualità degli investimenti.

Per l'Italia, la crescente responsabilità nell'Alleanza dovrà tradursi in programmi in grado di fornire capacità utilizzabili realmente e rapidamente, rafforzando contemporaneamente la prontezza delle Forze armate e il contributo nazionale alla difesa collettiva.

IL MESSAGGIO CHIAVE

Per Cavo Dragone il rafforzamento italiano nella Nato non dipenderà soltanto da quanto il Paese investirà nella Difesa, ma soprattutto dalla capacità di trasformare quelle risorse in strumenti militari credibili, pronti e interoperabili.

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