IN SINTESI
Il messaggio di Cavo Dragone
Più responsabilità per l'Italia
Capacità operative
Deterrenza credibile
Più responsabilità per l'Italia nella Nato
L'Italia dovrà assumersi una quota crescente della responsabilità collettiva all'interno della Nato. È uno dei passaggi centrali dell'intervento di Cavo Dragone, che ha analizzato il nuovo equilibrio dell'Alleanza e il ruolo che i Paesi europei sono chiamati ad assumere.
L'ammiraglio riconosce all'Italia una traiettoria positiva. Il Paese partecipa alle principali attività dell'Alleanza con personale e assetti aerei, navali e terrestri, contribuisce alla deterrenza sul fianco orientale e mantiene un ruolo importante nei Balcani e nel Mediterraneo.
A questo si aggiunge la presenza sul territorio italiano di strutture Nato strategiche, tra cui il Joint Force Command di Napoli e il NATO Defense College di Roma.
La questione non è soltanto quanto si investe, ma che cosa si riesce a trasformare in capacità.
Dalla spesa alla capacità operativa
È proprio questo il punto che distingue, secondo Cavo Dragone, un semplice aumento delle risorse da un reale rafforzamento militare.
Gli investimenti devono produrre capacità credibili, disponibili e interoperabili. Significa accelerare l'acquisizione dei sistemi necessari, ridurre duplicazioni tra i Paesi alleati, migliorare la cooperazione e assicurare che uomini e mezzi possano essere impiegati rapidamente quando necessario.
Il ragionamento comprende inoltre infrastrutture energetiche, reti, spazio, intelligenza artificiale, sensoristica e sistemi autonomi. La sicurezza viene quindi descritta come un insieme più ampio rispetto alla sola disponibilità di armamenti.
La deterrenza come strumento per evitare la guerra
Cavo Dragone inserisce questa richiesta in un quadro di sicurezza internazionale profondamente cambiato. La guerra in Ucraina, le attività ibride e cyber e la crescente cooperazione militare e strategica tra Russia, Iran e Corea del Nord vengono indicati come fattori che impongono alla Nato di mantenere una postura di deterrenza credibile.
La stessa Nato definisce la propria deterrenza e difesa come fondata su una combinazione di capacità convenzionali, nucleari, missilistiche, spaziali e cyber, con l'obiettivo di proteggere gli Alleati e rendere credibile l'impegno alla difesa collettiva.
Per Cavo Dragone una deterrenza efficace poggia soprattutto su tre elementi: capacità reali, credibilità della volontà di impiegarle e chiarezza nel comunicarle.
La logica è impedire a un potenziale avversario di ritenere possibile un'aggressione rapida e a basso costo. Il rafforzamento militare viene quindi presentato non come preparazione a una guerra inevitabile, ma come uno strumento per ridurne la probabilità.
Il riequilibrio tra Stati Uniti ed Europa
Il tema riguarda anche la distribuzione delle responsabilità all'interno dell'Alleanza. Secondo Cavo Dragone, il rapporto transatlantico sta evolvendo verso un maggiore equilibrio, con i Paesi europei chiamati ad assumere progressivamente più responsabilità convenzionali.
Questo percorso interessa anche la struttura di comando della Nato e la disponibilità europea di capacità nel campo dell'intelligence, della sorveglianza, della logistica e del sostegno operativo.
Gli Stati Uniti, allo stesso tempo, continuano a mantenere un ruolo centrale nell'Alleanza, compreso quello nella struttura di comando e nella deterrenza nucleare.
La sfida: trasformare gli investimenti in risultati
La prospettiva indicata dal presidente del Comitato militare Nato sposta dunque il dibattito dal semplice livello della spesa alla qualità degli investimenti.
Per l'Italia, la crescente responsabilità nell'Alleanza dovrà tradursi in programmi in grado di fornire capacità utilizzabili realmente e rapidamente, rafforzando contemporaneamente la prontezza delle Forze armate e il contributo nazionale alla difesa collettiva.
Per Cavo Dragone il rafforzamento italiano nella Nato non dipenderà soltanto da quanto il Paese investirà nella Difesa, ma soprattutto dalla capacità di trasformare quelle risorse in strumenti militari credibili, pronti e interoperabili.










