Nuove regole in arrivo per chi circola su due ruote. Il Governo ha approvato il 13 ottobre 2026, in Consiglio dei ministri, un nuovo testo di riforma del Codice della strada che interviene anche sulle caratteristiche e sulle condizioni di utilizzo di determinate categorie di biciclette elettriche e cicli a propulsione.
Tra le misure annunciate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti figurano l’obbligo del casco e di un contrassegno identificativo per i cosiddetti cicli a propulsione, una categoria che può interessare anche alcuni mezzi impiegati nelle consegne a domicilio.
È però necessario fare una distinzione: l’approvazione in Consiglio dei ministri non significa che tutte le disposizioni siano già entrate in vigore. Il testo deve completare il previsto percorso normativo e le regole definitive andranno verificate nella versione pubblicata ufficialmente.
Biciclette elettriche: quali differenze?
Non tutti i veicoli comunemente chiamati biciclette elettriche appartengono alla stessa categoria giuridica. Una normale bicicletta a pedalata assistita utilizza un motore ausiliario che interviene durante la pedalata e interrompe l’assistenza al raggiungimento dei 25 km/h, secondo i limiti previsti dall’articolo 50 del Codice della strada.
Per queste biciclette, quando rispettano i requisiti tecnici, non sono ordinariamente previsti targa, assicurazione obbligatoria e patente.
Diverso è il caso dei mezzi che superano i limiti consentiti o che possono muoversi autonomamente con caratteristiche non compatibili con quelle dei velocipedi. In determinate situazioni possono essere classificati come ciclomotori, con obblighi differenti.
Sorpasso dei ciclisti: la distanza di sicurezza
Un altro aspetto fondamentale della disciplina riguarda la protezione dei ciclisti durante i sorpassi. La riforma entrata in vigore il 14 dicembre 2024 ha rafforzato l’attenzione alla distanza laterale di sicurezza di almeno 1,5 metri, ove le condizioni della strada lo consentano.
Gli automobilisti devono comunque valutare la visibilità, la larghezza della carreggiata e la presenza di altri veicoli, effettuando il sorpasso soltanto quando la manovra può svolgersi senza pericolo.
Luci e campanello: cosa è obbligatorio
Le biciclette devono essere dotate di freni efficienti, campanello, dispositivi luminosi anteriori e posteriori e catarifrangenti, secondo quanto previsto dall’articolo 68 del Codice della strada.
Le luci devono essere funzionanti da mezz’ora dopo il tramonto fino a mezz’ora prima dell’alba e anche durante il giorno in galleria, in caso di nebbia, neve, forte pioggia o altre condizioni di scarsa visibilità.
Chi percorre strade fuori dai centri abitati nelle ore notturne previste dalla norma, oppure attraversa gallerie, deve inoltre indossare giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità.
Piste ciclabili e circolazione affiancata
L’articolo 182 disciplina il comportamento dei ciclisti. In generale, quando le condizioni della circolazione lo richiedono, è necessario procedere in fila unica, e non è consentito circolare affiancati in più di due.
Fuori dai centri abitati è prevista la fila unica, con le eccezioni stabilite dalla legge. Sono inoltre previste regole specifiche per le strade urbane ciclabili, gli itinerari ciclopedonali e le zone ciclabili.
Quando sono presenti infrastrutture ciclabili riservate, la circolazione deve rispettare le disposizioni e la segnaletica applicabili. Il Codice prevede anche l’obbligo di condurre la bicicletta a mano quando il transito in sella costituisce intralcio o pericolo per i pedoni.
Quali sanzioni rischia chi non rispetta le regole?
Le infrazioni alle norme sulla circolazione delle biciclette possono comportare sanzioni amministrative. Gli articoli 68 e 182 del Codice della strada prevedono, per diverse violazioni relative alle dotazioni e al comportamento dei ciclisti, multe attualmente comprese tra 26 e 102 euro, ferme restando le diverse sanzioni previste per specifiche fattispecie.
La riforma annunciata nell’ottobre 2026 prevede anche una revisione generale di alcuni importi sanzionatori, con riduzioni e arrotondamenti. Anche in questo caso, i nuovi valori non devono essere considerati applicabili prima dell’entrata in vigore delle relative disposizioni.
Casco sulle biciclette tradizionali: non esiste un obbligo generale per tutti i ciclisti.
Contrassegno per le bici tradizionali: non previsto.
Luci, freni e campanello: dotazioni obbligatorie secondo il Codice.
Giubbotto riflettente: obbligatorio nelle circostanze indicate dall’articolo 182.
Casco e contrassegno per cicli a propulsione: novità annunciate nella riforma del 2026, da verificare dopo il completamento dell’iter normativo.
ACI — Articolo 68: dotazioni obbligatorie
Freni, dispositivi luminosi, campanello e catarifrangenti.








