Il 28 febbraio 2026 segna l’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, con le operazioni Operation Epic Fury da parte americana e Roaring Lion da parte israeliana. Queste azioni hanno portato a attacchi mirati contro obiettivi strategici iraniani. Il 17 marzo 2026, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato l’eliminazione di figure chiave come Ali Larijani e Gholamreza Soleimani, in un’operazione notturna in Iran. L’IDF ha confermato l’abbattimento di Soleimani, evidenziando l’intensità delle operazioni in corso. Il presidente USA, Donald Trump, ha avuto un ruolo chiave nella scelta del nome “Epic Fury” per l’operazione, sottolineando l’impatto delle forze americane. Per supportare le operazioni, il Pentagono ha mobilitato circa 5.000 marines e marinai, inviandoli in Medio Oriente per garantire una forte presenza militare. Le azioni si sono concentrate su postazioni Basij a Teheran, colpendo centri di comando e aumentando le tensioni nel conflitto.















