Un sistema di società fittizie serviva a creare crediti fiscali inesistenti e a spostare denaro all’estero lontano dai controlli. Il 22 luglio 2026 la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo di oltre 21 milioni di euro nell’ambito di un’inchiesta su frode fiscale e riciclaggio nel commercio del ferro, coordinata dalla Procura di Napoli.
Il meccanismo delle “cartiere”
Al centro dell’indagine ci sono le cosiddette società cartiere: imprese che esistono solo sulla carta e che emettono fatture per operazioni mai realizzate. Chi le riceve le usa per abbattere le imposte da versare, ottenendo un risparmio illecito. Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle, questo circuito avrebbe generato oltre cento milioni di euro di fatture false.
La “banca clandestina”
Gli investigatori hanno individuato anche un canale di trasferimento di denaro parallelo a quello bancario ufficiale, definito nel gergo investigativo underground banking, cioè “banca clandestina”. Attraverso questo sistema sarebbero stati movimentati fondi verso diversi Paesi esteri, poi in parte restituiti in contanti al netto di una commissione. È una tecnica che serve a ripulire e spostare capitali evitando le tracce dei bonifici.
Numeri e territori coinvolti
Il sequestro ha riguardato numerose società e patrimoni distribuiti tra Campania, Lombardia ed Emilia-Romagna. Le persone indagate, a vario titolo, sono trentuno: rispondono di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Va ricordato che si tratta della fase delle indagini preliminari e che il sequestro è una misura cautelare, non una condanna.
L’inchiesta proseguirà ora con l’analisi dei flussi finanziari, per stabilire l’esatta destinazione del denaro trasferito all’estero.








