IN SINTESI
FAF, SINAFI promuove i nuovi sussidi ma contesta il metodo
Nuovi aiuti
Governance contestata
4 sigle al tavolo
Nuovi sussidi sì, metodo no. È questa, in sintesi, la posizione del SINAFI dopo il confronto del 4 agosto con la Direzione degli Enti Previdenziali e Assistenziali sul Fondo Assistenza Finanzieri. La sigla riconosce gli aspetti positivi delle nuove misure, ma contesta il livello di partecipazione concesso ai sindacati nelle decisioni che riguardano il FAF.
Cosa è emerso dall'incontro sul FAF
Il confronto del 4 agosto ha riguardato diversi aspetti della gestione del Fondo Assistenza Finanzieri. Alla riunione hanno partecipato SINAFI, USIF, SILF e SIAF insieme alla Direzione degli Enti Previdenziali e Assistenziali.
Tra gli argomenti affrontati anche la composizione del Consiglio di Amministrazione del FAF e le modifiche alle circolari che disciplinano alcune prestazioni assistenziali.
SINAFI sostiene che i nominativi individuati per il Consiglio di Amministrazione siano stati comunicati alle sigle senza un vero spazio per formulare valutazioni e senza una documentazione preventiva sufficientemente approfondita.
Nuovi sussidi: qui il giudizio cambia
Il comunicato non è una bocciatura complessiva del Fondo. Al contrario, SINAFI riconosce come positivi gli incrementi economici e l'introduzione di nuove forme di sostegno previste attraverso la revisione delle circolari FAF.
Per il sindacato, maggiori importi e nuove misure assistenziali rappresentano un passo utile per il personale. La contestazione nasce quindi soprattutto dal modo in cui le decisioni vengono costruite e condivise.
SINAFI evidenzia tuttavia un secondo problema: l'assenza, a suo giudizio, di dati economici sufficientemente dettagliati per valutare fino in fondo l'impatto delle misure e capire quali categorie di personale siano maggiormente interessate.
Tre punti su cui il sindacato contesta il metodo
Informazione sui nominativi senza un reale momento di confronto preventivo.
Per SINAFI mancano elementi analitici sufficienti per valutare le nuove misure.
È il punto più delicato: quale ruolo avranno le organizzazioni sindacali nelle decisioni sul Fondo?
Il nodo vero è la governance del Fondo
La parte più critica della posizione SINAFI riguarda le prospettate modifiche allo Statuto del Fondo Assistenza Finanzieri.
Secondo il sindacato, il nuovo modello rischia di mantenere le organizzazioni sindacali ai margini proprio nei passaggi che riguardano la gestione e le scelte strategiche del FAF.
SINAFI rivendica un ruolo che non si limiti alla semplice informazione. La richiesta è poter formulare almeno osservazioni e pareri sulle decisioni che riguardano un Fondo alimentato e destinato al personale della Guardia di Finanza.
Dal Cocer ai sindacati: il confronto sul ruolo delle rappresentanze
Nella valutazione della sigla pesa anche il confronto con il precedente sistema di rappresentanza militare. SINAFI ritiene che il passaggio dal Cocer alle organizzazioni sindacali avrebbe dovuto ampliare, e non restringere, la possibilità di incidere sui temi di interesse del personale.
È proprio qui che nasce il disappunto: secondo il sindacato, sulle scelte relative al FAF non emergerebbe ancora quel livello di partecipazione che le nuove forme di rappresentanza dovrebbero garantire.
«La vera responsabilità che ha un Sindacato sta anche nel coraggio di dire NO».
La cronologia del confronto
La sigla assume una posizione critica sul contratto 2025-2027, denunciando risultati economici ritenuti insufficienti per il personale.
SINAFI, USIF, SILF e SIAF incontrano la Direzione competente per discutere nomine, nuove misure e criteri di gestione del FAF.
SINAFI riconosce le novità positive sul piano assistenziale ma critica la mancanza di un confronto realmente partecipativo.
Non emergono successivi sviluppi pubblici tali da modificare il quadro delineato dal comunicato SINAFI.
Il punto politico-sindacale
La vicenda del FAF mette quindi in evidenza un tema più ampio: quanto spazio riconoscere concretamente alle organizzazioni sindacali militari nelle decisioni che riguardano il personale. SINAFI non contesta gli aiuti previsti dal Fondo, ma chiede che l'informazione si trasformi in una partecipazione più sostanziale.










