IN SINTESI
Il progetto spiegato in pochi secondi
Dalla nascita
Aiuto dello Stato
Non ancora legge+
Il Governo sta valutando un fondo previdenziale aperto fin dalla nascita per costruire nel tempo una riserva destinata ai giovani.
La ministra del Lavoro Marina Calderone ha confermato che sulla proposta si sta lavorando.
L'idea prevede un contributo iniziale dello Stato e successivi versamenti volontari di genitori, nonni e altri familiari.
Una volta entrato nel mondo del lavoro, il beneficiario potrebbe continuare ad alimentare il capitale fino alla pensione.
Importi, coperture e gestione non sono ancora definiti: al momento si tratta di una proposta, non di una misura già approvata.
Un “salvadanaio previdenziale” aperto alla nascita, alimentato inizialmente anche dallo Stato e poi dalla famiglia, per dare ai giovani un capitale da far crescere nel corso della vita. È l'ipotesi sulla quale si sta concentrando il dibattito in vista delle prossime scelte di politica previdenziale.
Calderone: sul fondo previdenziale si sta lavorando
La novità più recente arriva dalla ministra del Lavoro Marina Calderone, che ha definito l'ipotesi di un fondo previdenziale alla nascita una proposta utile per rafforzare le future pensioni dei giovani.
Il progetto potrebbe quindi diventare uno dei temi della prossima legge di Bilancio, ma il passaggio è importante: non significa che la misura sia già stata approvata.
Non esistono al momento un importo definitivo del contributo statale, una disciplina approvata o regole operative per l'apertura del fondo. Sono aspetti che dovrebbero essere stabiliti da un eventuale intervento legislativo.
Come funzionerebbe il “salvadanaio” previdenziale
L'idea è stata rilanciata dal presidente dell'INPS Gabriele Fava e dal presidente della Covip Mario Pepe. Il principio è semplice: sfruttare un periodo di accumulo molto lungo, iniziando a investire piccole somme quando il beneficiario è ancora bambino.
Verrebbe aperta una posizione di risparmio previdenziale con un primo contributo pubblico.
Genitori, nonni e altri familiari potrebbero aggiungere volontariamente ulteriori somme.
Il beneficiario potrebbe continuare a versare e far crescere il capitale fino alla pensione.
Il punto centrale è il tempo. Un capitale investito per decenni può beneficiare dell'effetto della capitalizzazione composta: i rendimenti maturati vengono a loro volta reinvestiti e possono produrre nuovi rendimenti.
L'esempio tedesco e la cifra dei 160 mila euro
Nel dibattito è stato richiamato anche il modello tedesco. Secondo la simulazione citata dal presidente della Covip Mario Pepe, un meccanismo con un piccolo contributo pubblico accompagnato da versamenti familiari potrebbe produrre, nell'arco di diversi decenni, un capitale significativo.
È stata indicata anche una possibile cifra di circa 160 mila euro a 65 anni in uno scenario costruito su contributi versati durante l'infanzia e sulla crescita del capitale nel lunghissimo periodo. Si tratta però di una simulazione teorica: il risultato reale dipenderebbe da rendimenti, costi, durata dell'investimento e somme effettivamente versate.
Perché nasce questa proposta
Il tema di fondo riguarda le pensioni delle nuove generazioni. Carriere discontinue, ingresso più tardivo nel mondo del lavoro e retribuzioni contenute possono tradursi, nel sistema contributivo, in montanti previdenziali più bassi.
L'obiettivo del nuovo strumento sarebbe quindi quello di affiancare alla previdenza obbligatoria e alla previdenza complementare tradizionale una forma di risparmio previdenziale costruita fin dall'infanzia.
Lo stesso presidente dell'INPS ha però sottolineato che la questione principale resta il lavoro: occupazione stabile, salari adeguati e carriere contributive continue rimangono determinanti per il futuro previdenziale dei giovani.
Cosa non sappiamo ancora
Non va confuso con il Bonus nuovi nati
Il progetto del fondo previdenziale non coincide con l'attuale Bonus nuovi nati da 1.000 euro. Il bonus esistente è un contributo economico una tantum legato a specifici requisiti; il fondo allo studio avrebbe invece una finalità previdenziale di lunghissimo periodo e dovrebbe essere disciplinato da una nuova norma.
In passato era stata valutata anche l'ipotesi di utilizzare risorse collegate alle politiche per la natalità per sostenere il nuovo strumento, ma questa soluzione non è stata approvata e non può quindi essere considerata parte certa del progetto attuale.
Il prossimo passaggio sarà politico
La convergenza tra Ministero del Lavoro, vertici dell'INPS e Covip ha dato maggiore peso alla proposta, ma saranno Governo e Parlamento a dover decidere se trasformarla in una misura concreta.
Il punto da osservare nelle prossime settimane sarà quindi l'eventuale ingresso del fondo previdenziale per i nuovi nati nei provvedimenti preparatori della prossima legge di Bilancio, insieme alla definizione delle relative coperture.
Per ora, dunque, nessun fondo viene aperto automaticamente alla nascita. L'idea ha però compiuto un passo in avanti: da proposta dei vertici previdenziali è diventata un'ipotesi sulla quale il Ministero del Lavoro ha confermato di stare lavorando. La differenza tra progetto e misura effettiva dipenderà dalle prossime decisioni del Governo e del Parlamento.









