Roma, 01 Mag 2018 – (Pubblichiamo un estratto del seguente articolo da leggere nella sua completezza collegandosi al link indicato a fine paragrafo) – di David Rossi – Un silenzio assordante ha accolto la presentazione alla stampa del DEF (documento di programmazione economica e finanziaria) la scorsa settimana. Eppure, c’era da aspettarsi che i leader degli stakeholder del nuovo Parlamento, i vari Salvini, Di Maio e Grillo, avrebbero messo a ferro e fuoco il presidente del consiglio dimissionario Paolo Gentiloni e il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan perché, parafrasando San Paolo nella seconda lettera ai Tessalonicesi, hanno volutamente cessato di svolgere – come avevano fatto tutti i governi dalla crisi del debito sovrano del 2011 a oggi – la funzione di katéchon, di “colui che trattiene”, in questo caso non l’anticristo, ma le forze soverchianti dell’euroburocrazia e delle altre potenze regionali europee. Introdotta per la prima volta nella manovra di luglio del 2011 e più volte modificata, la clausola di salvaguardia è la norma che prevedeva l’aumento automatico dell’Iva nel caso lo Stato non riesca a reperire le risorse pianificate. In generale, è uno degli strumenti attraverso il quale il nostro governo cerca di “salvaguardare” non i nostri interessi nazionali, ma i vincoli di bilancio previsti nei trattati europei. Le misure espresse dalle clausole possono essere di vario tipo: contrazione della spesa pubblica e/o aumento delle tasse e delle imposte. In particolare, tra il 2019 e il 2021, se non interverrà una correzione dei conti pubblici, le aliquote IVA balzeranno dal 10 al 13% e dal 22 al 25,9%: un aumento generalizzato e anticiclico dei prezzi di beni e servizi capace di affossare la fragile ripresa dell’economia italiana. Possiamo dire che così facendo il governo uscente ha deliberatamente innescato la “doomsday bomb”, l’ordigno “fine del mondo”: per disinnescarlo le forze politiche dovranno coalizzarsi oppure accettare che il Paese sia travolto dall’immane esplosione. L’articolo completo prosegue qui >>> http://www.difesaonline.it/evidenza/punti-di-vista/gentiloni-ha-innescato-lordigno-fine-del-mondo-star%C3%A0-lui-disattivarlo
Amerigo Vespucci a Napoli per l’America’s Cup: il 23 settembre il trofeo torna a bordo, poi rotta su Venezia e Trieste
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