Le recenti pronunce del TAR Lazio (sentenza n. 6059 del 1° aprile 2026) e del Consiglio di Stato (sentenza n. 7522 del 14 ottobre 2026) riportano al centro dell’attenzione il riconoscimento professionale degli infermieri militari e i limiti previsti dall’attuale ordinamento.
Secondo quanto evidenziato da USAMi Aeronautica, le decisioni dei giudici amministrativi confermano che il possesso della laurea in Scienze infermieristiche non determina automaticamente il diritto all’inquadramento nel ruolo degli Ufficiali, né consente un’equiparazione diretta agli infermieri del Servizio Sanitario Nazionale o ai medici militari.
Inquadramento e libera professione: cosa emerge dalle sentenze
Le pronunce richiamate da USAMi ribadiscono l’autonomia dell’ordinamento militare nella disciplina dei ruoli, delle carriere e delle funzioni professionali. Anche per quanto riguarda la libera professione degli infermieri militari, le deroghe previste per medici e psicologi non possono essere automaticamente estese ad altre categorie attraverso un’interpretazione analogica.
Secondo il Sindacato, per ottenere un diverso inquadramento e ampliare le opportunità professionali degli infermieri militari è quindi necessario intervenire sulla legislazione vigente.
L’articolo richiama anche le possibili conseguenze economiche dei procedimenti giudiziari. In particolare, viene evidenziata la condanna alle spese di 5.000 euro, oltre accessori, disposta dal TAR Lazio, nonché le conseguenze economiche del giudizio definito dal Consiglio di Stato.
USAMi critica inoltre il rischio che iniziative giudiziarie caratterizzate da aspettative poco realistiche vengano utilizzate come strumento di promozione sindacale o di fidelizzazione degli iscritti, ribadendo che l’adesione a un’organizzazione dovrebbe fondarsi sulla fiducia, sulla rappresentanza e sui risultati ottenuti.
La strada indicata da USAMi: cambiare le norme
Il Sindacato ribadisce la necessità di valorizzare le competenze e le responsabilità degli infermieri militari, distinguendo però tra diritti già riconosciuti dalla legge e legittime rivendicazioni professionali.
Quando la questione dipende da una precisa disciplina normativa, secondo USAMi la tutela deve passare soprattutto attraverso proposte legislative, confronto istituzionale e iniziative sindacali concrete, senza escludere il ricorso alla giustizia quando esistono motivazioni giuridiche serie.
Leggi l’articolo integrale con l’analisi delle pronunce del TAR e del Consiglio di Stato, le questioni sull’inquadramento e sulla libera professione e le considerazioni di USAMi sulla tutela giudiziaria e sindacale.








