IN SINTESI
La maxi-commessa per i nuovi carri entra nella fase decisiva
3,4 mld €
23,2 mld €
Firma attesa
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Il più ambizioso programma di rinnovamento della componente corazzata dell'Esercito italiano entra in una nuova fase. Il Ministero della Difesa si prepara a formalizzare una commessa del valore di circa 3,4 miliardi di euro, collegata ai nuovi carri pesanti sviluppati nell'ambito della collaborazione industriale tra Leonardo e Rheinmetall.
La cifra è emersa il 21 agosto al termine di una trattativa che avrebbe ridotto di circa il 15% una valutazione iniziale vicina ai 4 miliardi di euro. Il punto centrale, però, è che il contratto non risulta ancora sottoscritto: la firma viene indicata come possibile entro settembre 2026.
Il programma da oltre 23 miliardi
La nuova commessa si inserisce in un piano molto più ampio. I programmi per il nuovo Main Battle Tank e per l' A2CS, Army Armoured Combat System, hanno una dimensione complessiva stimata in circa 23,2 miliardi di euro fino al 2040.
L'obiettivo è sostituire progressivamente alcune delle piattaforme più anziane della componente pesante dell'Esercito e creare una nuova famiglia di mezzi corazzati dotati di maggiore protezione, capacità digitale e interoperabilità.
Panther e Lynx alla base del rinnovamento
Per la componente dei carri da combattimento il progetto ruota attorno al Panther di Rheinmetall, destinato a essere adattato ai requisiti italiani attraverso un'importante attività di integrazione industriale e tecnologica.
Leonardo dovrebbe avere un ruolo rilevante nei sistemi elettronici, nell'integrazione, nei sensori, nei sistemi di missione e in altre componenti sviluppate per la configurazione destinata all'Esercito italiano.
Per il programma A2CS la piattaforma di partenza è invece il Lynx KF-41. In questo caso il percorso è già concretamente iniziato: nel novembre 2025 è stato firmato un primo contratto per 21 veicoli e nel gennaio 2026 sono stati consegnati all'Esercito i primi quattro Lynx.
Leonardo e Rheinmetall insieme nella joint venture LRMV
Al centro dell'operazione c'è Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV), joint venture partecipata al 50% da Leonardo e al 50% da Rheinmetall e creata proprio per sviluppare e produrre le nuove piattaforme terrestri.
Una parte rilevante delle attività industriali dovrebbe essere realizzata in Italia, comprese integrazione, collaudo, supporto logistico e diverse attività produttive.
La collaborazione consente inoltre ai due gruppi di presentarsi insieme sul mercato europeo dei mezzi terrestri, in un settore nel quale operano anche altri grandi gruppi industriali come KNDS.
Dal primo Lynx alla nuova maxi-commessa
Cosa cambia per l'Esercito
Il progetto punta a sostituire progressivamente mezzi concepiti in una fase tecnologica molto diversa, a partire dai carri Ariete e da parte dei veicoli da combattimento della fanteria più anziani.
Le nuove piattaforme dovranno offrire maggiore protezione, digitalizzazione, capacità di condivisione dei dati e integrazione con sensori, sistemi senza pilota e altre unità presenti sul campo di battaglia.
La vera svolta arriverà però con la firma della nuova maxi-commessa. Sarà quello il passaggio destinato a trasformare una fase iniziale, già avviata con i Lynx, in un programma industriale e militare di dimensioni molto maggiori che accompagnerà il rinnovamento dell'Esercito italiano fino al prossimo decennio.










