IN SINTESI Cosa cambia per la spesa della Difesa
Il Governo ridimensiona l'incremento straordinario della spesa per la Difesa previsto attraverso la flessibilità europea. Il Consiglio dei Ministri del 2 ottobre ha approvato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica e la relazione al Parlamento sulla richiesta di scostamento.
La nuova impostazione prevede circa lo 0,3% del PIL per la Difesa e lo 0,3% per la sicurezza energetica, sia nel 2027 sia nel 2028, per un valore complessivo fino a circa 29 miliardi di euro nel biennio.
Difesa: cosa è stato realmente ridotto
Nelle settimane precedenti era stato ipotizzato un utilizzo più ampio della clausola europea, con circa 35-36 miliardi complessivi tra Difesa ed energia e una quota destinata alla sicurezza militare vicina ai 21-22 miliardi.
Il nuovo quadro riduce soprattutto lo sforzo previsto per il 2028. Per il 2027 rimane infatti confermato lo 0,3% del PIL, mentre per il 2028 l'incremento aggiuntivo viene limitato allo 0,3% anziché allo 0,6% inizialmente ipotizzato.
Attenzione: parlare semplicemente di “8 miliardi tagliati alla Difesa” può essere fuorviante. Non vengono cancellati 8 miliardi dagli stanziamenti ordinari già esistenti: viene ridotto di quella cifra il potenziale aumento straordinario della spesa.
Crosetto: resta lo 0,3% per il 2027
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato di comprendere le ragioni economiche della scelta, legate all'inflazione e al quadro dei mercati finanziari.
Crosetto ha sottolineato come lo 0,3% previsto per il 2027 sia rimasto invariato e possa essere destinato alle priorità già individuate dalla Difesa. Per il 2028 il ministro auspica invece che eventuali condizioni economiche più favorevoli consentano un successivo incremento delle risorse.
Giorgetti invita alla prudenza
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che il DPFP nasce in un contesto particolarmente complesso, segnato dall'andamento dell'inflazione, dei tassi di interesse e dei mercati.
Il messaggio rivolto anche alle forze della maggioranza è quello di adottare un approccio più prudente alle misure da inserire nella Legge di Bilancio: non tutte le proposte avanzate nelle ultime settimane potranno necessariamente trovare copertura.
PIL all'1%, deficit al 2,9% nel 2026
Il DPFP rivede intanto al rialzo la crescita italiana per il 2026, portandola all'1%. Per gli anni successivi il Governo prevede una crescita dello 0,8% nel 2027, dello 0,9% nel 2028 e dello 0,8% nel 2029.
Il rapporto deficit/PIL è previsto al 2,9% nel 2026. Considerando l'utilizzo della clausola di salvaguardia, salirebbe al 3,4% nel 2027 e al 3,2% nel 2028; senza la spesa coperta dalla clausola, sarebbe rispettivamente al 2,8% e al 2,6%.
Il debito pubblico programmatico è indicato al 138,1% del PIL nel 2026, 138,5% nel 2027, 137,9% nel 2028 e 136,6% nel 2029.
Per il comparto Difesa il punto centrale sarà ora capire come verrà utilizzato concretamente lo 0,3% aggiuntivo del 2027: la flessibilità europea amplia infatti lo spazio finanziario, ma non determina automaticamente quali programmi, mezzi o capitoli del personale saranno finanziati.
La partita passa ora al Parlamento e all'Europa
La richiesta di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia era stata trasmessa alla Commissione europea il 10 settembre 2026. Il DPFP e la relazione sullo scostamento definiscono ora la cornice entro la quale sarà costruita la Manovra 2027.
Solo con la successiva Legge di Bilancio sarà possibile conoscere nel dettaglio la destinazione delle risorse e valutare quanto del nuovo spazio finanziario verrà effettivamente trasformato in investimenti per capacità militari, programmi pluriennali e altre esigenze della Difesa.








