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Home Attualità Varie Attualità

Nepal, alluvioni devastanti al confine con il Tibet: almeno 157 morti e centinaia di dispersi

Ufficio Stampa by Ufficio Stampa
Agosto 26, 2026
in Varie Attualità
0
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Crediti immagine: immagine non di proprietà della redazione. Fonte: cleaver.cue.rsi.ch. Utilizzo nel rispetto dei termini della fonte/licenza.
IN SINTESI Il bilancio continua ad aggravarsi
157 morti in Nepal Oltre 400 dispersi Soccorsi in corso
1
Il bilancio dell'alluvione che ha colpito il confine tra Nepal e Tibet il 26 agosto 2026 è salito ad almeno 157 morti sul versante nepalese.
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Complessivamente, considerando anche il Tibet, le vittime confermate sono almeno 160, mentre centinaia di persone risultano ancora disperse.
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Tra le persone non rintracciate figurano oltre 400 turisti, in larga parte cittadini stranieri.
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Villaggi, strade, ponti e impianti idroelettrici sono stati travolti lungo il sistema dei fiumi Lhende, Bhote Koshi e Trishuli.
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Le prime analisi indicano come possibile origine del disastro una valanga di ghiaccio e roccia proveniente da un ghiacciaio sul versante tibetano.
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Le operazioni di ricerca proseguono, ma sono ostacolate da strade distrutte, ponti crollati, fango e livelli ancora elevati dei corsi d'acqua.
In breve: il primo bilancio di 95 morti è stato superato dagli aggiornamenti successivi: le vittime accertate in Nepal sono almeno 157 e il numero potrebbe ancora aumentare.
Si aggrava rapidamente il bilancio della catastrofica alluvione che il 26 agosto ha investito la regione himalayana al confine tra Nepal e Tibet. In serata le autorità nepalesi avevano inizialmente confermato 95 morti, ma gli aggiornamenti successivi hanno portato ad almeno 157 le vittime recuperate sul solo versante nepalese. Considerando anche i morti segnalati in Tibet, il bilancio provvisorio sale ad almeno 160. Centinaia di persone risultano ancora disperse.
157 morti confermati sul versante nepalese negli ultimi aggiornamenti disponibili
400+ turisti ancora segnalati come dispersi nelle aree colpite
26 agosto giorno in cui la massa di acqua, fango e detriti ha travolto la regione
ULTIMO AGGIORNAMENTO Il dato iniziale di 95 vittime non è più aggiornato. Nelle ore successive sono stati recuperati altri corpi e il bilancio sul territorio nepalese è salito ad almeno 157 morti. Le operazioni di ricerca continuano e i numeri restano provvisori.

Centinaia di persone ancora disperse

Uno degli aspetti più drammatici resta il numero delle persone delle quali non si hanno ancora notizie. Le autorità del turismo nepalesi hanno indicato oltre 400 viaggiatori dispersi, con una larga presenza di stranieri.

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Tra i gruppi coinvolti figurano cittadini indiani, statunitensi, australiani, britannici, canadesi, sudcoreani e di altre nazionalità. Le cifre sono cambiate rapidamente nel corso della giornata man mano che ambasciate, tour operator e autorità locali hanno incrociato gli elenchi delle persone presenti nell'area.

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Per questo motivo non è ancora possibile considerare definitivo il numero dei dispersi né la loro suddivisione per nazionalità.

Villaggi e infrastrutture spazzati via

La piena ha investito inizialmente il settore montuoso vicino al confine con il Tibet e si è propagata lungo le valli nepalesi, colpendo in particolare Rasuwa, Nuwakot e Dhading.

Le immagini provenienti dalle zone colpite mostrano abitazioni sommerse dal fango, veicoli trascinati dalla corrente e interi tratti di strada cancellati. Numerosi ponti sono stati distrutti e diversi impianti idroelettrici sono rimasti danneggiati o isolati.

In alcune località l'acqua carica di fango, massi e detriti ha attraversato gli abitati con una violenza tale da travolgere edifici e interrompere contemporaneamente energia elettrica, comunicazioni e collegamenti stradali.

La possibile origine: una valanga di ghiaccio e roccia

Le prime ricostruzioni indicano che non si sarebbe trattato di una normale esondazione provocata soltanto dalle piogge monsoniche.

COSA POTREBBE AVER INNESCATO LA PIENA Le analisi preliminari delle immagini satellitari indicano il distacco di una grande massa di ghiaccio e roccia da un ghiacciaio a monte del confine. La valanga avrebbe raggiunto la valle del fiume Lhende, generando una gigantesca onda di acqua, fango e detriti. Le cause precise del collasso sono ancora oggetto di valutazione.

Tra le ipotesi esaminate c'è anche il possibile ruolo di un terremoto di magnitudo 4,4 registrato nella regione, che potrebbe avere contribuito a destabilizzare il ghiacciaio. Al momento, tuttavia, il rapporto diretto tra il sisma e il collasso non è considerato definitivamente accertato.

Le immagini satellitari analizzate dagli esperti mostrano comunque una vasta frattura nell'area glaciale e un percorso di detriti che scende verso il sistema fluviale che prosegue poi in Nepal.

Una piena arrivata in pochi minuti

La natura improvvisa dell'evento ha lasciato pochissimo tempo alle popolazioni locali. In alcuni tratti il livello dei corsi d'acqua sarebbe aumentato di diversi metri in circa mezz'ora, trasformando rapidamente il fondovalle in un'enorme colata di acqua e detriti.

La piena ha quindi seguito il corso del Bhote Koshi e del Trishuli, attraversando più distretti e ampliando progressivamente la zona interessata dal disastro.

Soccorsi difficili nelle vallate isolate

Le autorità nepalesi hanno mobilitato esercito, polizia e squadre specializzate, utilizzando anche elicotteri per raggiungere le località rimaste isolate.

Le operazioni sono però estremamente complesse. In alcuni punti gli elicotteri non riescono ad atterrare a causa delle condizioni del terreno, mentre l'interruzione delle strade rende impossibile raggiungere numerosi villaggi con i mezzi terrestri.

RICERCHE ANCORA IN CORSO

Il numero delle vittime e dei dispersi può ancora cambiare significativamente. Le squadre di soccorso stanno cercando sopravvissuti tra fango, macerie e infrastrutture distrutte, mentre molte aree restano difficilmente accessibili.

Allerta anche più a valle

La quantità d'acqua riversatasi dalle montagne ha fatto scattare misure precauzionali anche oltre il Nepal. In India sono state diramate allerte nelle regioni attraversate dai corsi d'acqua che scendono dall'Himalaya e migliaia di persone sono state evacuate dalle aree considerate maggiormente esposte.

Un'ulteriore preoccupazione riguarda la possibilità che accumuli di ghiaccio, roccia e detriti abbiano creato nuovi sbarramenti naturali a monte. Il loro eventuale cedimento potrebbe generare altre ondate improvvise.

LA SITUAZIONE ATTUALE Le autorità continuano a trattare l'emergenza come una situazione ancora in evoluzione. Il bilancio iniziale di 95 morti è stato superato nelle ore successive, mentre centinaia di persone restano disperse e le ricerche proseguono su entrambi i lati del confine himalayano.
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