L’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, ha anticipato l’11 agosto 2026, nel corso della presentazione dei risultati del secondo trimestre, che l’Italia è vicina a firmare due nuovi contratti per la componente terrestre attraverso la joint venture Leonardo-Rheinmetall. Il primo riguarda una fase successiva del programma A2CS (i sistemi da combattimento cingolati già oggetto di un contratto in corso); il secondo un nuovo carro armato principale (MBT) sviluppato sulla base del Panther di Rheinmetall. La joint venture, ha spiegato Mariani, è già operativa sui primi requisiti dell’A2CS, e l’ad si è detto fiducioso di chiudere entrambe le intese “nei prossimi mesi”. Il dirigente ha inoltre citato la disponibilità del meccanismo europeo SAFE, con i 14,9 miliardi riservati dall’Italia, come possibile canale di finanziamento parziale, pur precisando che non è indispensabile per far procedere le commesse. Sullo sfondo c’è la recente acquisizione di Iveco Defence Vehicles da parte di Leonardo, mossa che rafforza il posizionamento del gruppo come “prime” nazionale dei sistemi terrestri e prelude a un ammodernamento della flotta corazzata dell’Esercito.
Approfondimenti
Questi sviluppi segnano un passo significativo per l’industria della difesa italiana, con Leonardo e Rheinmetall che si preparano a rafforzare la loro collaborazione attraverso nuovi contratti esercito blindati.
La Joint Venture Leonardo-Rheinmetall
La joint venture tra Leonardo e Rheinmetall rappresenta un’importante alleanza strategica per lo sviluppo di nuovi sistemi terrestri per l’Esercito italiano. Con una ripartizione del lavoro equa al 50:50, la partnership si concentra su attività chiave come l’integrazione, i test, le consegne e il supporto logistico, con il 60% delle attività localizzate in Italia. Questo approccio non solo rafforza la capacità industriale nazionale, ma garantisce anche che una parte significativa del valore industriale rimanga nel paese, contribuendo all’economia locale e alla creazione di posti di lavoro.
Implicazioni Economiche e Strategiche
I contratti esercito blindati previsti potrebbero avere un impatto economico significativo, con ordini complessivi stimati nell’ordine di 20 miliardi di euro. Questo investimento non solo modernizzerà la flotta corazzata dell’Esercito, ma posizionerà anche l’Italia come un attore chiave nel settore della difesa terrestre in Europa. La produzione di veicoli come il Panther KF51 e la piattaforma Lynx per i blindati da fanteria rappresenta un passo avanti nella capacità di difesa nazionale, sostituendo modelli più datati come l’Ariete. Inoltre, la localizzazione di una parte rilevante delle attività in Italia potrebbe stimolare ulteriormente l’industria locale, promuovendo innovazione e sviluppo tecnologico.
Prospettive Future per i Contratti Esercito Blindati
Guardando al futuro, la joint venture tra Leonardo e Rheinmetall potrebbe ricevere ulteriori contratti dal Ministero della Difesa e dall’Esercito italiano. Le tempistiche per l’avvio delle consegne di massa sono previste tra il 2026 e il 2027, a seconda dell’evoluzione dei contratti esecutivi. Questo progetto non solo mira a rinnovare la flotta corazzata, ma potrebbe anche aprire la strada a ulteriori collaborazioni internazionali, consolidando la posizione dell’Italia nel panorama globale della difesa. Con l’arrivo di nuovi contratti esercito blindati, l’Italia si prepara a rafforzare la sua capacità di difesa e a garantire una maggiore sicurezza nazionale.









