Il prosecco ha rischiato di affondare tutto. I produttori australiani — che usano l’etichetta da decenni sul mercato interno — hanno ottenuto di mantenerla in patria, ma dovranno abbandonarla per le esportazioni entro dieci anni. Un dettaglio, in un accordo da miliardi, che ha occupato più tavoli negoziali di quanto si voglia ammettere. Il resto è firmato: il 24 marzo a Canberra, von der Leyen e il premier Albanese hanno chiuso un’intesa che aspettava dal 2017, eliminando oltre il 99% dei dazi sulle merci europee verso l’Australia e aprendo all’UE l’accesso privilegiato a litio, alluminio e manganese australiani — minerali critici che Bruxelles vuole smettere di comprare quasi esclusivamente dalla Cina. Le imprese europee risparmieranno circa un miliardo di euro l’anno in dazi; le esportazioni UE potrebbero crescere del 33% nel prossimo decennio. Nell’accordo è incorporato anche un Partenariato per la Sicurezza e la Difesa — cooperazione militare, marittima, cyber — che trasforma quello che sulla carta è un trattato commerciale in qualcosa di più vicino a un’alleanza strutturata. Ora l’intesa dovrà essere ratificata dal Parlamento europeo e dai parlamenti nazionali dei 27 stati membri: un percorso che, storicamente, riserva sorprese
Si invitano i lettori a visionare la fonte principale dell’articolo al seguente link: internazionale















