La Camera ha dato il via libera definitivo (160 sì, 110 no, 7 astenuti) al decreto Commissari, convertito in legge il 6 maggio 2026, accelerando le grandi opere strategiche italiane.
Per il Ponte sullo Stretto di Messina, gli AD di Anas (Claudio Andrea Gemme) e RFI (Aldo Isi) sono nominati commissari straordinari per le opere viarie e ferroviarie collegate, con poteri ampliati per superare burocrazia e coordinare con Bruxelles.
Il Mit assume ruolo centrale nella supervisione del piano economico-finanziario, rispondendo ai rilievi della Corte dei Conti che avevano bloccato un supercommissario.
Il nodo critico resta finanziario: 2,8 miliardi di euro sono stati rimodulati dal 2026-2029 al 2030-2034, per alleggerire il debito RFI, allungando il cronoprogramma con apertura prevista nel 2034. La maggioranza difende lo spostamento come “tecnico”, mantenendo i 13,5 miliardi totali; opposizioni lo vedono come slittamento ulteriore dei cantieri.
Il decreto (da 11 a 15 articoli) include anche Mose, diga Genova e concessioni A22, proroghe commissari al 2028 e semplificazioni autorizzative.
Salvini esulta per la “svolta”, ma il Ponte resta al centro di dibattiti su costi e tempistiche reali.
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