L’8 ottobre 2026, il deputato del Partito Democratico Paolo Gori ha presentato il “Programma Agile”, un’iniziativa che prevede un investimento di 115 milioni di euro a favore delle piccole e medie imprese italiane nel settore della difesa. L’obiettivo è promuovere innovazioni a basso costo, ispirandosi all’esperienza ucraina, dove le PMI hanno avuto un ruolo cruciale nello sviluppo di tecnologie adattabili al campo di battaglia.
Questa proposta si inserisce nel contesto di un dibattito sul rafforzamento del sistema industriale della difesa italiana. L’Italia si prepara a destinare nuove risorse a programmi pluriennali, con un focus su innovazione tecnologica, droni e sicurezza cibernetica. La Commissione europea ha espresso una valutazione favorevole alla richiesta italiana di attivare la clausola nazionale di salvaguardia per difesa ed energia, che potrebbe portare a un finanziamento di 7,2 miliardi di euro annui per il 2027 e il 2028.
Nonostante l’annuncio, non è chiaro se il Parlamento approverà il Programma Agile o se i fondi saranno stanziati. Il Corriere della Sera ha riportato le destinazioni generali delle nuove risorse per la difesa, ma non ha menzionato specificamente il programma di Gori. L’approvazione della clausola di salvaguardia spetta ora al Consiglio dell’Unione europea, con una decisione attesa entro un mese.









