Nella notte tra il 16 e il 17 aprile 2026, la Russia ha condotto un massiccio attacco aereo sull’Ucraina, impiegando missili balistici, da crociera e droni. Le città più colpite includono Kiev, Dnipro e Odessa, con un bilancio di almeno 17 morti e oltre 100 feriti, uno dei raid più letali dell’anno.
A Odessa si contano 9 vittime e 23 feriti; a Kiev 4 morti, tra cui un bambino di 12 anni, e oltre 50 feriti; Dnipro registra 3 vittime e decine di feriti. Alcune fonti iniziali parlavano di 12-15 morti totali, con i numeri in fase di aggiornamento. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha condannato l’attacco, chiedendo una maggiore pressione internazionale e sanzioni contro Mosca. Ha incaricato l’Aeronautica di negoziare con i partner l’acquisto di missili Patriot, vista la carenza di intercettori.
Contrariamente a quanto circolato, la visita di Zelensky a Roma è confermata: il 15 aprile ha incontrato Giorgia Meloni e Guido Crosetto, con misure di viabilità ufficiali e discussioni su cooperazione militare, inclusi droni






