Sigfrido Ranucci torna al centro della cronaca in una delle giornate più intense da quando è esploso il “caso Ranucci”. Il 20 agosto il conduttore di Report è stato ad Asiago, in Veneto, per presentare il libro Il ritorno della casta, in un evento confermato nonostante le forti polemiche degli ultimi giorni. L’appuntamento, inizialmente previsto all’aperto, è stato spostato al chiuso per il maltempo, ma la sala si è comunque riempita, con molti partecipanti rimasti fuori ad ascoltare tramite altoparlante.
Prima dell’intervento, Ranucci ha parlato brevemente con i giornalisti presenti a Fiera di Primiero, spiegando di non poter rilasciare dichiarazioni sull’inchiesta perché la Rai gli ha ricordato che ogni uscita pubblica richiede autorizzazione. In caso contrario, ha detto, si riaprirebbero procedimenti etico-disciplinari che, al terzo provvedimento, possono portare al licenziamento.
Il conduttore ha anche confermato di non voler querelare la magistrata Clementina Forleo, perché lei ha correttamente detto di aver ripreso notizie da Il Foglio e da Salvo Sottile. “Quindi adesso sposteremo l’attenzione”, ha aggiunto, lasciando intendere che il bersaglio saranno i giornali e non la giudice.
Nuove accuse: la testimonianza di una giornalista
Nella stessa giornata, il quotidiano Il Tempo ha pubblicato la testimonianza di Angela Camuso, giornalista d’inchiesta, che racconta di aver contattato Ranucci per un possibile lavoro a Report. Secondo la sua versione, durante un incontro in via Teulada, a Roma, il conduttore le avrebbe rivolto avance, inviato messaggi con baci e complimenti, e fatto inviti poi non accettati. Camuso precisa che non c’è mai stato alcun rapporto sessuale né contatto fisico, e che non ha mai lavorato per Report. La consigliera regionale di FdI Silvia Montaruli ha definito le accuse “gravissime” e ha chiesto l’intervento della Rai.
Intercettazioni: Lavitola spingeva per una candidatura di Ranucci
Il Corriere della Sera ha pubblicato stralci di intercettazioni di un anno fa in cui l’imprenditore Valter Lavitola, oggi indagato come presunto mandante dell’attentato a Ranucci, parlava di aver “quasi convinto” il conduttore a candidarsi e del suo pressing per farsi tutelare da lui anche dopo gli arresti degli esecutori.
Lo scontro con la Rai: il nodo della “collocazione”
Sullo sfondo resta il nodo del futuro di Ranucci in Rai. Il Foglio spiega che il caso è complicato dal suo status di vicedirettore Rai “ad personam”: quando un dirigente perde la posizione apicale, l’azienda deve proporgli tre incarichi equivalenti. Nel suo caso, la Rai dovrebbe trovare “tre modi diversi e ugualmente prestigiosi di essere il vice di nessuno”.
Intanto, durante la trasmissione In Onda su La7, Ranucci è intervenuto tramite due SMS letti in diretta, smentendo di aver mai detto alla procura di “cercare terzi” e di aver mai definito Lavitola un “caso psichiatrico”. Ha precisato che i virgolettati attribuitigli sono dei suoi “fan”, non suoi.
La giornata si chiude così con Ranucci ancora sotto i riflettori, tra sostegno di parte del pubblico, nuove accuse e una Rai che, per ora, non ha preso decisioni ufficiali sul suo futuro.
Fonti: Corriere della Sera,Il Tempo, La7
Approfondimenti
La giornata di Sigfrido Ranucci ad Asiago ha sollevato numerosi interrogativi sul suo futuro professionale e personale, mentre le polemiche continuano a infiammare il dibattito pubblico.
Il contesto dell’evento ad Asiago
L’evento di Sigfrido Ranucci ad Asiago, nonostante le polemiche, ha visto una partecipazione significativa, dimostrando l’interesse del pubblico verso le tematiche affrontate nel suo libro Il ritorno della casta. La decisione di spostare l’incontro al chiuso, presso il Palazzo del turismo Millepini, è stata necessaria a causa del maltempo, ma non ha impedito ai partecipanti di seguire l’evento, anche se alcuni sono rimasti fuori ad ascoltare tramite altoparlante. Questo episodio sottolinea come la figura di Ranucci continui a suscitare attenzione e dibattito, specialmente in un contesto come quello di Asiago, dove le tensioni locali sono state amplificate dal caso Cappellari.
Le implicazioni delle accuse e delle indagini
Le nuove accuse mosse contro Sigfrido Ranucci, insieme alle indagini sul presunto falso attentato, hanno complicato ulteriormente la sua posizione. L’arresto di Valter Lavitola come presunto mandante dell’attentato del 2025 ha aggiunto un ulteriore livello di complessità alla situazione. Questi sviluppi potrebbero avere ripercussioni significative non solo sulla carriera di Ranucci, ma anche sulla percezione pubblica del suo lavoro. La decisione del sindaco di Enego di annullare un altro evento con Ranucci per ragioni di opportunità istituzionali riflette le tensioni esistenti e l’importanza di gestire con cautela la presenza di figure controverse in contesti pubblici.
Lo scontro con la Rai e le sue conseguenze
Il rapporto tra Sigfrido Ranucci e la Rai rimane teso, con l’azienda che ha già mosso un richiamo nei suoi confronti nel 2026. Ranucci, dal canto suo, ha dichiarato di non temere azioni legali e di voler difendere le proprie affermazioni. Questo scontro potrebbe influenzare il suo futuro professionale, specialmente considerando il suo status di vicedirettore Rai “ad personam”. La situazione richiede una gestione attenta da parte della Rai, che dovrà decidere come procedere in un contesto di crescente attenzione mediatica e pubblica.










