IN SINTESI
Una targa per tramandare la memoria della “Ravenna”
Redavalle
3ª Divisione “Ravenna”
121° Reggimento
Un segno permanente per ricordare gli uomini della 3ª Divisione di Fanteria “Ravenna” e trasmetterne la memoria alle nuove generazioni.
A Redavalle, nell'Oltrepò Pavese, è stata scoperta una targa commemorativa dedicata alla storica grande unità del Regio Esercito che combatté anche sul fronte orientale durante la Seconda guerra mondiale.
Alla cerimonia ha preso parte il colonnello Alessandro Stanca, comandante del 121° Reggimento Artiglieria Controaerei “Ravenna”, reparto dell'Esercito Italiano che conserva ancora oggi un legame storico diretto con quella Divisione.
Una targa a perenne ricordo della “Ravenna”
La cerimonia ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell'Esercito, delle associazioni combattentistiche e delle realtà impegnate nella conservazione della memoria dei militari italiani che presero parte alla Campagna di Russia.
La targa è stata ideata da Carlo Lupi, presidente della sezione dell'Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia di Stradella-Oltrepò, con l'obiettivo di lasciare una testimonianza permanente sul territorio.
La sua realizzazione è stata sostenuta dall'amministrazione comunale di Redavalle guidata dal sindaco Raffaella Anelli.
L'iniziativa vuole mantenere vivo il ricordo della 3ª Divisione di Fanteria “Ravenna” e degli uomini che ne fecero parte, trasformando la memoria storica in un riferimento visibile per la comunità e per le generazioni future.
Alla cerimonia il comandante del 121° Reggimento “Ravenna”
Particolarmente significativa è stata la presenza del colonnello Alessandro Stanca, comandante del 121° Reggimento Artiglieria Controaerei “Ravenna” dell'Esercito Italiano.
Il collegamento tra l'attuale reparto e la storica Divisione non è soltanto rappresentato dalla denominazione.
Il 121° Reggimento Artiglieria venne infatti costituito nel 1941 e successivamente assegnato alla 3ª Divisione di Fanteria “Ravenna”, con la quale partecipò alla Campagna di Russia.
Il reparto partecipò alle operazioni sul fronte orientale e alla successiva ritirata dal Don, affrontando una delle campagne più difficili della propria storia.
La sua Bandiera di Guerra è decorata di Medaglia d'Argento al Valor Militare per le vicende della Campagna di Russia.
Ricostituito nel dopoguerra, il reparto assunse nel 1997 l'attuale denominazione di 121° Reggimento Artiglieria Controaerei “Ravenna”.
La 3ª Divisione di Fanteria “Ravenna”
La 3ª Divisione di Fanteria “Ravenna” venne inviata sul fronte orientale nel 1942 e inserita nello schieramento dell'8ª Armata italiana.
I suoi reparti furono schierati lungo il Don e vennero coinvolti nei durissimi combattimenti seguiti all'offensiva sovietica del dicembre 1942.
L'attacco determinò il progressivo cedimento di ampi settori del fronte e costrinse numerosi reparti italiani a iniziare un difficile ripiegamento in condizioni climatiche e operative estreme.
La “Ravenna” fu investita dall'offensiva sovietica insieme ad altre unità italiane schierate lungo il Don. I combattimenti e il successivo ripiegamento provocarono pesanti perdite tra gli uomini della Divisione.
Diversi reparti continuarono a combattere durante la ritirata, mentre altri vennero impiegati nella protezione delle vie di ripiegamento e nella difesa di posizioni strategiche.
Il lavoro dell'UNIRR per conservare la memoria
L'iniziativa di Redavalle si inserisce nelle attività portate avanti dall'Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia per conservare documenti, testimonianze, nomi e vicende dei militari italiani che combatterono sul fronte orientale.
La sezione UNIRR Stradella-Oltrepò, presieduta da Carlo Lupi, ha dedicato particolare attenzione alla storia della Divisione “Ravenna” e dei reparti che ne facevano parte.
La nuova targa nasce proprio con l'obiettivo di trasformare questo lavoro di ricerca e memoria in una testimonianza accessibile a tutta la cittadinanza.
Il valore dell'iniziativa è soprattutto nella trasmissione della memoria: ricordare quei reparti significa anche ricostruire le storie individuali dei militari che partirono, combatterono e, in molti casi, non fecero ritorno alle proprie famiglie.
I rievocatori di Italica Virtus in uniforme storica
Alla manifestazione hanno partecipato anche i rievocatori dell'associazione Italica Virtus, presenti con uniformi storiche.
La rievocazione ha accompagnato la cerimonia commemorativa offrendo ai presenti un riferimento visivo al periodo storico nel quale operarono gli uomini della Divisione “Ravenna”.
La presenza dei rievocatori ha contribuito in particolare alla finalità didattica dell'evento, pensato anche per avvicinare le nuove generazioni alla conoscenza delle vicende militari del Novecento.
Dal 1941 all'Esercito di oggi
Una memoria che continua nel 121° Reggimento
La presenza del comandante del 121° Reggimento alla cerimonia di Redavalle rappresenta quindi il collegamento tra la storia della Divisione e l'Esercito contemporaneo.
Pur con compiti, mezzi e struttura profondamente diversi rispetto agli anni della Seconda guerra mondiale, l'attuale reparto conserva il nome “Ravenna” e una parte importante delle tradizioni militari legate alla propria storia.
Il 121° Reggimento Artiglieria Controaerei è oggi una moderna unità dell'Esercito specializzata nella difesa controaerei e inserita nel sistema nazionale di protezione dello spazio operativo.
Un monito per le nuove generazioni
Nelle intenzioni dei promotori, la targa non vuole essere soltanto un ricordo rivolto ai reduci e alle loro famiglie.
L'obiettivo è lasciare alle nuove generazioni un punto di riferimento permanente dal quale partire per conoscere una pagina complessa e dolorosa della storia italiana del Novecento.
Dietro i nomi delle Divisioni e dei Reggimenti vi erano infatti migliaia di uomini, famiglie, storie personali e sacrifici che la distanza temporale rischia progressivamente di allontanare dalla memoria collettiva.
A oltre ottant'anni dalla Campagna di Russia, Redavalle affida quindi a una targa la memoria della 3ª Divisione di Fanteria “Ravenna” e degli uomini che ne fecero parte, mantenendo allo stesso tempo un collegamento concreto con l'Esercito di oggi attraverso il 121° Reggimento che ancora ne porta il nome.









