IN SINTESI Come cambia l'organizzazione della Difesa
La riforma dell'organizzazione della Difesa entra nel vivo al Senato. Il disegno di legge S.2028 sul rafforzamento e l'adeguamento della capacità di difesa nazionale punta a rendere lo strumento militare più interforze, tecnologico e capace di operare nei nuovi domini.
Tra le novità più significative c'è la definizione di uno spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato, accompagnata da nuovi poteri attribuiti al Capo di Stato Maggiore della Difesa.
Il Capo di Stato Maggiore diventa autorità cyber della Difesa
L'articolo 7 rappresenta uno dei punti centrali della riforma. Il testo attribuisce al Capo di Stato Maggiore della Difesa la qualifica di autorità cyber del Ministero della Difesa, con responsabilità sull'organizzazione, preparazione professionale, approntamento e impiego del personale cyber interforze.
Il Capo di Stato Maggiore avrebbe inoltre il compito di garantire, anche in tempo di pace, la tutela dello spazio cibernetico militare, attraverso la pianificazione e la conduzione di operazioni cibernetiche difensive in Italia e all'estero.
Potrebbe inoltre emanare direttive interforze su cyber, tecnologie dell'informazione, dati della Difesa, spazio elettromagnetico e personale destinato alle unità cibernetiche.
Il testo specifica però che restano ferme le competenze dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, degli organismi di intelligence, del Ministero dell'Interno e delle altre autorità previste dall'ordinamento.
Che cos'è il nuovo spazio cibernetico militare
La definizione proposta è molto ampia. Comprende infrastrutture informatiche, hardware e software, dati, connessioni, sistemi cyber-fisici, sensori, sistemi di controllo industriale, piattaforme militari e apparecchiature connesse alla rete.
Il perimetro sarebbe identificato e periodicamente aggiornato dal Ministro della Difesa e riguarderebbe gli ambienti digitali nei quali il Ministero opera per assolvere i propri compiti istituzionali, anche al di fuori dei confini nazionali.
Due Sottocapi e un nuovo Comando Cyber-Intel
La riforma modifica anche la struttura dello Stato Maggiore della Difesa. L'attuale figura del Sottocapo verrebbe articolata in un Sottocapo di Stato Maggiore e un Sottocapo con funzioni operative.
Il Reparto informazioni e sicurezza dello Stato Maggiore assumerebbe inoltre la nuova denominazione di “Comando interforze Cyber-Intel – Reparto informazioni e sicurezza dello Stato maggiore della difesa”.
È prevista anche una nuova struttura interforze dedicata all'addestramento, alla sperimentazione di scenari complessi, all'integrazione multidominio e allo studio delle minacce ibride.
Cambiano anche le regole per i vertici militari
Un'altra modifica riguarda l'avanzamento degli ufficiali generali. Per essere valutati per la promozione al grado di generale di corpo d'armata e gradi corrispondenti diventerebbe necessario aver maturato esperienza in incarichi interforze.
Il requisito sarebbe di almeno un anno dal 2030 e due anni dal 2033. L'obiettivo è rendere l'esperienza interforze sempre più centrale nella formazione dei futuri vertici militari.
Missioni all'estero e responsabilità per i danni
Il disegno di legge interviene inoltre sulle azioni di risarcimento per danni ingiusti provocati a terzi durante l'approntamento delle unità destinate ai teatri operativi o nel corso delle missioni internazionali.
In questi casi l'azione risarcitoria può essere promossa nei confronti del Ministero della Difesa; qualora la condotta costituisca reato, il testo disciplina anche il coinvolgimento del militare responsabile e del Ministero quale responsabile civile.
La riforma non è ancora definitiva. Il DDL è in corso di esame nella Commissione Esteri e Difesa del Senato e potrà essere modificato prima dell'approvazione parlamentare. Crosetto ha inoltre chiarito che il tema degli organici, del personale e della Riserva sarà affrontato con un secondo disegno di legge, perché richiede specifiche coperture pluriennali.








