IN SINTESICosa rivela l'indagine Dal 2017 NATO e partner War game segreti +
I vertici militari russi avrebbero simulato per anni guerre su vasta scala contro avversari riconducibili alla NATO e ai suoi partner. È quanto emerge dalla nuova indagine “Little Wars” del Dossier Center, pubblicata martedì 8 settembre, che ricostruisce il funzionamento delle esercitazioni virtuali condotte presso l'Accademia militare dello Stato Maggiore russo a Mosca.
Le informazioni raccolte mostrano scenari che spaziano dal Mar Baltico e dall'isola svedese di Gotland fino all'Estremo Oriente, dove compaiono Giappone, basi statunitensi e persino un velivolo E-3 Sentry con insegne NATO. Secondo gli investigatori, il confronto ipotetico con l'Alleanza sarebbe entrato seriamente nella pianificazione russa non più tardi del 2017.
Un centro sotterraneo per simulare guerre su vasta scala
Il cuore del sistema descritto dall'indagine è il Centro dei giochi militari dell'Accademia dello Stato Maggiore, nella periferia di Mosca. Si tratta di una struttura sotterranea progettata per riprodurre il funzionamento di un vero posto di comando.
Generali e ufficiali superiori assumono ruoli differenti: comando delle forze terrestri, aviazione, marina, sommergibili, intelligence, difesa aerea e altre componenti. Le decisioni vengono trasferite su grandi mappe digitali mentre software dedicati calcolano movimenti, perdite e avanzamenti delle unità.
Le esercitazioni russe vengono indicate come giochi militari di comando e stato maggiore. A differenza delle normali manovre sul terreno, permettono di utilizzare reparti e mezzi virtuali, sperimentando in poche ore o in diversi giorni scenari che nella realtà richiederebbero enormi risorse.
Il 2017 e la mappa del Baltico
Uno degli elementi più interessanti dell'inchiesta riguarda una simulazione strategica organizzata nel marzo 2017. Alla sessione parteciparono generali russi e frequentatori dell'ultimo anno dell'Accademia dello Stato Maggiore e di altri istituti militari.
Le informazioni ufficiali diffuse all'epoca erano estremamente generiche e parlavano di attività rivolte alla “sicurezza militare dello Stato”. Il Dossier Center ha però riesaminato alcune fotografie della sessione.
In una di queste, riflessa su una porta di vetro dietro agli ufficiali, sarebbe rimasta visibile una parte della carta operativa. Una volta ribaltata l'immagine, gli investigatori hanno individuato il Mar Baltico, diversi Paesi dell'area e l'isola svedese di Gotland.
Sulla carta compariva inoltre l'indicazione “deterrenza strategica”. L'inchiesta considera questi elementi compatibili con uno scenario di confronto nel settore occidentale, nel quale NATO e Paesi partner avrebbero rappresentato il possibile avversario.
Gotland occupa una posizione strategica al centro del Mar Baltico. Il dato assume oggi un significato ancora maggiore: nella primavera 2026 la NATO e la Svezia hanno condotto sull'isola parte dell'esercitazione Aurora 26, alla quale hanno preso parte oltre 18.000 militari di 13 Paesi. Le forze alleate hanno simulato anche il rapido rafforzamento e la difesa dell'isola.
Nel 2018 lo scenario si sposta verso Giappone e Stati Uniti
L'anno successivo un'altra grande simulazione fu parzialmente ripresa dalle telecamere dell'emittente militare russa Zvezda. In quella occasione parteciparono più di 900 ufficiali.
Secondo la ricostruzione del Dossier Center, i partecipanti simulavano il funzionamento del Comando strategico congiunto del Distretto militare orientale, con circa 320.000 militari virtuali sotto il loro controllo.
Sebbene il nemico non fosse indicato pubblicamente, alcuni particolari non oscurati nelle riprese avrebbero mostrato zone delle prefetture giapponesi di Hokkaido e Aomori. In quest'ultima si trova anche la base aerea statunitense-giapponese di Misawa.
In un'altra schermata era visibile una rappresentazione tridimensionale di un Boeing E-3 Sentry statunitense con simboli NATO. Da questi elementi gli investigatori deducono che l'avversario virtuale comprendesse Stati Uniti, NATO e alleati regionali.
I war game non predissero le difficoltà in Ucraina
Un altro aspetto centrale dell'indagine riguarda il rapporto tra simulazione e realtà. Nonostante anni di esercitazioni e pianificazione, il sistema russo non avrebbe previsto correttamente alcune delle difficoltà incontrate durante l'invasione su vasta scala dell'Ucraina iniziata nel febbraio 2022.
Già nell'aprile di quell'anno, secondo i documenti ricostruiti dal Dossier Center, vennero organizzate nuove esercitazioni con circa 1.300 partecipanti provenienti da 15 istituti militari. Pochi giorni dopo ne seguì un'altra.
Gli scenari iniziarono allora a incorporare elementi molto più vicini alla guerra reale: assenza di una linea continua del fronte, attività delle forze speciali, resistenza nelle città non conquistate e presenza di combattenti stranieri.
Entro la fine del 2022 le prime lezioni della guerra in Ucraina risultavano quindi entrate stabilmente nella costruzione delle nuove simulazioni.
Anche la NATO prepara scenari di guerra con la Russia
L'indagine non descrive il wargaming come una pratica esclusivamente russa. Esercitazioni e simulazioni di conflitto vengono utilizzate dalle principali Forze armate del mondo, comprese quelle occidentali.
Dopo il 2022, in particolare, è cresciuto sensibilmente il numero delle attività NATO concentrate su scenari riguardanti il fianco orientale dell'Alleanza e una possibile aggressione russa.
Un esempio recente è proprio Aurora 26. Nel maggio 2026 oltre 18.000 militari provenienti da 13 Paesi hanno partecipato all'esercitazione svedese. A Gotland, truppe statunitensi, britanniche, danesi e svedesi si sono addestrate insieme per difendere l'isola e testare un eventuale rapido rinforzo alleato.
È dunque il quadro complessivo a rendere significativo quanto emerso: Mosca e l'Alleanza studiano ormai apertamente o in forma riservata scenari nei quali l'altra parte rappresenta il possibile avversario.
L'elemento più rilevante non è l'esistenza stessa dei giochi di guerra, pratica comune nella pianificazione militare, ma la durata e la continuità con cui scenari riconducibili alla NATO sembrano essere stati studiati dal vertice militare russo.
La documentazione ricostruita dal Dossier Center fa risalire almeno al 2017 questa preparazione teorica. Nove anni dopo, con una guerra ancora in corso in Ucraina, Svezia e Finlandia entrate nella NATO e un'intensa attività militare nel Baltico, quelle vecchie mappe assumono inevitabilmente un peso diverso. Restano però simulazioni: un elemento per comprendere la pianificazione militare russa, non la prova automatica di un ordine politico di attaccare l'Alleanza.










