IN SINTESI
Il gesto del giovane bersagliere e il riconoscimento a Sassari
20 anni
3° Reggimento Bersaglieri
Libero dal servizio
Un gesto compiuto fuori dal servizio e senza indossare l'uniforme, davanti a una ragazza di appena 15 anni in difficoltà. A distanza di poco più di due settimane, per il giovane bersagliere Samuele Fasolo è arrivato anche un riconoscimento pubblico.
Il 25 settembre, a Sassari, al militare del 3° Reggimento Bersaglieri della Brigata “Sassari” è stata consegnata una medaglia commemorativa della Camera dei Deputati per l'intervento con il quale aveva soccorso la giovane a Cagliari.
A consegnare il riconoscimento è stata la deputata Paola Chiesa, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello.
Una quindicenne accerchiata alla fermata del bus
L'episodio risale alla sera di mercoledì 9 settembre, intorno alle 22, nei pressi della fermata degli autobus di piazza Matteotti a Cagliari.
Secondo la ricostruzione resa pubblica dalla madre della giovane e successivamente ripresa dalla stampa locale, la quindicenne era rimasta momentaneamente sola a causa di un contrattempo legato ai collegamenti degli autobus.
In quei pochi minuti sarebbe stata avvicinata e accerchiata da cinque persone, che avrebbero assunto atteggiamenti intimidatori e molesti.
Le urla e il pianto della ragazza hanno attirato l'attenzione di Samuele Fasolo, che si trovava nelle vicinanze.
Fasolo non stava svolgendo alcun servizio operativo. Era in abiti civili quando si è accorto della situazione e ha deciso di intervenire.
Nonostante fosse solo davanti a un gruppo numericamente superiore, il bersagliere è riuscito ad allontanare i cinque aggressori e sottrarre la ragazza alla situazione di pericolo.
Non se ne va: resta con la ragazza fino all'arrivo della madre
L'intervento non si è concluso con l'allontanamento del gruppo.
La quindicenne era ancora spaventata e in lacrime. Fasolo è quindi rimasto con lei, l'ha rassicurata e ha atteso l'arrivo della madre, avvisata telefonicamente.
Solo dopo aver visto la giovane salire sull'auto della famiglia il militare si è allontanato.
Il ringraziamento della madre fa conoscere il suo nome
A rendere pubblica la vicenda è stata proprio la madre della ragazza, che attraverso i social aveva inizialmente ringraziato quel militare del quale non conosceva ancora il nome.
Il messaggio di gratitudine ha permesso successivamente di identificare il giovane come Samuele Fasolo, 20 anni, effettivo al 3° Reggimento Bersaglieri, reparto della Brigata “Sassari” di stanza a Capo Teulada.
Un particolare rende la vicenda significativa: Fasolo non era comandato in servizio e non stava svolgendo compiti di sicurezza. Il suo intervento è stato una scelta personale compiuta davanti a una situazione che ha ritenuto pericolosa per una ragazza minorenne.
A Sassari arriva la medaglia commemorativa
Il 25 settembre il giovane bersagliere è stato premiato a Sassari con una medaglia commemorativa della Camera dei Deputati.
A consegnarla è stata la deputata Paola Chiesa, che ha reso nota l'iniziativa attraverso i propri canali social.
Alla consegna era presente anche il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello.
Il riconoscimento è arrivato nella stessa giornata in cui Sassari ha ospitato la cerimonia ufficiale per il rientro della Brigata “Sassari” dalla missione UNIFIL in Libano.
Alla cerimonia militare hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Luciano Portolano e lo stesso generale Masiello.
Il 3° Reggimento Bersaglieri della Brigata “Sassari”
Samuele Fasolo presta servizio presso il 3° Reggimento Bersaglieri, inquadrato nella Brigata meccanizzata “Sassari”.
Il reparto è dislocato in Sardegna e rappresenta una delle storiche unità bersaglieri dell'Esercito Italiano.
Fasolo, secondo le ricostruzioni pubblicate dopo l'episodio, ha appena 20 anni.
Un intervento fuori dal servizio
La vicenda ha ottenuto ampia attenzione proprio perché non si è verificata durante un'attività istituzionale.
Il bersagliere era un cittadino libero dal servizio che, trovandosi davanti a una situazione di difficoltà, ha deciso di non voltarsi dall'altra parte.
La rapidità dell'intervento ha consentito di interrompere l'episodio e, soprattutto, di evitare che la quindicenne rimanesse nuovamente sola subito dopo quanto accaduto.
Dalla fermata di un autobus a Cagliari alla medaglia ricevuta a Sassari: il riconoscimento a Samuele Fasolo mette al centro un gesto semplice nella sua dinamica ma non scontato nella scelta — intervenire, proteggere una persona in difficoltà e restarle accanto fino a quando non fosse nuovamente al sicuro.








