Durante la manifestazione del 17 ottobre a Roma, il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, ha criticato la decisione del Governo di destinare 14 miliardi di euro alla spesa militare. Secondo Landini, questi fondi sarebbero destinati esclusivamente all’acquisto di armamenti, sottraendo risorse a settori come sanità e lavoro.
Il Governo italiano, rappresentato dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro della Difesa Guido Crosetto, ha difeso la scelta, affermando che i fondi sono destinati a difesa e sicurezza, non solo per armamenti ma anche per il personale e la sicurezza interna. La misura risponde agli impegni assunti in ambito NATO e utilizza l’1,2% del margine fiscale europeo, di cui lo 0,6% è destinato a contrastare il caro energia.
Secondo alcune fonti, la spesa militare italiana nel 2026 potrebbe superare i 34 miliardi di euro, con circa 13 miliardi destinati a nuovi sistemi d’arma. Tuttavia, questo dato non è confermato da tutte le fonti. Il Governo punta ad avvicinarsi alla soglia NATO del 2% del PIL per la difesa, un obiettivo che continua a suscitare dibattito politico e sindacale.






