IN SINTESIAumenti e arretrati: cosa sapere +2,48% Dal 1° gennaio Arretrati dovuti +
L'aumento è ufficiale: +2,48% con decorrenza dal 1° gennaio 2026. Il DPCM del 13 luglio, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 194 del 22 agosto, ha disposto il nuovo adeguamento economico annuale per il personale pubblico non contrattualizzato previsto dall'articolo 24 della legge n. 448 del 1998.
Per il comparto Difesa e Sicurezza la misura interessa gli ufficiali superiori, gli ufficiali generali e gli ammiragli delle Forze Armate, oltre al personale con gradi e qualifiche corrispondenti dei Corpi di polizia civili e militari. Alla rivalutazione mensile si aggiungono le differenze maturate dall'inizio dell'anno.
Cosa stabilisce esattamente il DPCM
Il decreto dispone che, dal 1° gennaio 2026, siano incrementate del 2,48% le misure degli stipendi, dell'indennità integrativa speciale e degli assegni fissi e continuativi che erano in vigore al 1° gennaio 2025.
La base normativa è l'articolo 24 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, che prevede per determinate categorie di personale pubblico un meccanismo annuale di adeguamento automatico.
Dal 2018 tale sistema si applica anche ai maggiori e tenenti colonnelli e ai gradi corrispondenti, oltre a colonnelli, generali e alle qualifiche dirigenziali equivalenti previste dalla normativa.
Quanto può aumentare lo stipendio
Gli effetti economici non sono identici per tutti. L'importo cambia in funzione del grado, dell'anzianità o classe economica, delle componenti stipendiali interessate e della posizione individuale.
Sulla base delle elaborazioni pubblicate da InfoDifesa, gli incrementi mensili lordi stimati partono da poco più di 112 euro per alcune posizioni da Maggiore e possono superare i 330 euro per i gradi apicali.
| Grado / posizione | Aumento lordo mensile | Netto mensile stimato | Arretrati netti stimati* |
|---|---|---|---|
| Gen. Corpo d'Armata | 284,57 – 331,49 € | 140,55 – 163,72 € | 1.264,96 – 1.473,51 € |
| Gen. Divisione | 252,15 – 290,54 € | 124,54 – 143,50 € | 1.120,85 – 1.291,49 € |
| Gen. Brigata | 188,16 – 220,97 € | 92,93 – 109,14 € | 836,39 – 982,24 € |
| Colonnello +23 | 170,16 – 202,98 € | 84,04 – 100,25 € | 756,40 – 902,25 € |
| Ten. Colonnello +23 | 148,40 – 181,22 € | 73,30 – 89,50 € | 659,68 – 805,53 € |
| Maggiore +13 | 112,71 – 135,29 € | 55,67 – 66,82 € | 501,01 – 601,40 € |
Chi beneficia dell'aumento
Perché spettano anche gli arretrati
Il decreto è stato pubblicato soltanto il 22 agosto, ma l'aumento decorre giuridicamente dal 1° gennaio 2026. Questo significa che l'amministrazione deve riconoscere non solo il nuovo trattamento economico a regime, ma anche le differenze maturate nei mesi precedenti.
Il momento dell'effettiva liquidazione dipenderà dagli aggiornamenti delle partite stipendiali. Per questo motivo è opportuno distinguere tra il diritto agli arretrati, che deriva dal decreto, e l'ipotesi di pagamento in uno specifico cedolino, che necessita invece di conferma amministrativa.
Dal +0,61% del 2025 al +2,48% del 2026
Il salto rispetto allo scorso anno è significativo. Il DPCM del 4 luglio 2025 aveva stabilito un adeguamento pari allo 0,61%. Per il 2026 la percentuale sale invece al 2,48%.
Un meccanismo diverso dal rinnovo contrattuale
Un'altra distinzione utile riguarda la natura dell'incremento. L'adeguamento disposto dal DPCM non coincide con il rinnovo contrattuale del personale contrattualizzato.
La legge prevede infatti per queste categorie un meccanismo annuale automatico costruito prendendo come riferimento gli incrementi medi delle retribuzioni dei dipendenti pubblici soggetti alla contrattazione.
È proprio da questo sistema che deriva il 2,48% applicato nel 2026. Il decreto precisa inoltre che, per il periodo dal 2018 al 2026, la rivalutazione delle voci stipendiali e del trattamento accessorio avente natura fissa e continuativa continua a essere regolata dall'articolo 24 della legge n. 448/1998.
Il quadro normativo è ormai definito: +2,48% con effetti dal 1° gennaio 2026 e diritto alle relative differenze arretrate.
Resta invece da verificare il momento in cui le singole amministrazioni recepiranno materialmente l'adeguamento nei sistemi stipendiali. Gli importi netti circolati in questi giorni sono utili per avere un ordine di grandezza, ma il dato definitivo per ciascun interessato sarà quello risultante dal proprio cedolino, in funzione della posizione economica e fiscale individuale.










