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Home Forze di Polizia & Soccorso

Stretto di Messina, sub della Marina disperso: ricerche in corso

Ufficio Stampa by Ufficio Stampa
Settembre 17, 2026
in Forze di Polizia & Soccorso
0
9768974_17093530_sub1Immagine AIForzeArmate.org
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Crediti immagine: immagine non di proprietà della redazione. Fonte: statics.cedscdn.it. Utilizzo nel rispetto dei termini della fonte/licenza.
IN SINTESI Ricerche senza sosta nello Stretto di Messina
Disperso dal 16 settembre Torre Faro Ricerche ancora in corso
1
Proseguono nello Stretto di Messina le ricerche di Antonio Ridolfi, 49 anni, sub professionista della Marina Militare.
2
Nella mattinata del 17 settembre la Guardia Costiera ha recuperato dei palloncini di salvataggio collegati a una cima di circa venti metri.
3
L'elemento viene valutato dai soccorritori perché potrebbe fornire indicazioni utili alla ricostruzione dell'immersione.
4
Ridolfi si era immerso il 16 settembre nelle acque di Torre Faro, nella zona nord di Messina, senza fare ritorno.
5
Le operazioni coinvolgono Guardia Costiera, mezzi aerei, unità navali, Guardia di Finanza e sommozzatori.
In breve: le ricerche del sub della Marina continuano senza interruzione e ogni elemento recuperato viene analizzato per restringere l'area delle operazioni.
Ultimo aggiornamento • 17 settembre 2026
Recuperati in mare dei palloncini di salvataggio

La Guardia Costiera ha recuperato nella mattinata dei palloncini di salvataggio con una cima di circa venti metri. L'elemento viene valutato nell'ambito delle ricerche: potrebbe fornire indicazioni sulla profondità dalla quale sarebbe stato attivato un segnale di emergenza. Al momento, tuttavia, Antonio Ridolfi risulta ancora disperso.

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Proseguono senza sosta nello Stretto di Messina le ricerche di Antonio Ridolfi, 49 anni, sub professionista della Marina Militare originario di Giulianova, in provincia di Teramo.

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Dell'uomo non si hanno più notizie dal 16 settembre, quando si è immerso nelle acque di Torre Faro, nella zona nord di Messina. Le operazioni sono continuate per tutta la notte e nella giornata successiva il dispositivo di ricerca è stato ulteriormente rafforzato.

49 anni
L'età di Antonio Ridolfi, sub professionista della Marina Militare
11:25 circa
L'orario nel quale, secondo le ricostruzioni disponibili, sarebbe entrato in acqua il 16 settembre
20 metri
La lunghezza indicata per la cima collegata ai palloncini recuperati durante le ricerche

Il nuovo elemento emerso durante le ricerche

L'aggiornamento più significativo della mattinata riguarda il recupero da parte della Guardia Costiera di alcuni palloncini di salvataggio collegati a una cima lunga circa venti metri.

Secondo quanto riferito da Rai, questo particolare potrebbe indicare che il dispositivo sia stato lanciato da quella profondità. Si tratta però di un elemento che deve essere valutato nel quadro complessivo delle operazioni e non consente, da solo, di stabilire cosa sia accaduto durante l'immersione.

Le squadre stanno quindi continuando a battere lo Stretto sia in superficie sia nelle aree sommerse considerate compatibili con gli ultimi elementi raccolti.

L'immersione a Torre Faro

Ridolfi aveva raggiunto il 16 settembre la zona di Torre Faro, all'estremità nord di Messina. Le immagini delle telecamere presenti nell'area hanno permesso di ricostruire parte dei suoi movimenti prima dell'immersione.

Secondo le ricostruzioni pubblicate, il 49enne aveva parcheggiato l'auto in via Palazzo, scaricato l'attrezzatura e intorno alle 11:25 era entrato in acqua portando con sé anche uno scooter subacqueo.

Non essendo rientrato e non risultando più raggiungibile, nel corso della giornata è stato dato l'allarme ed è stato attivato il dispositivo di ricerca e soccorso.

Un sub di grande esperienza

Antonio Ridolfi è descritto dalle fonti disponibili come un sub professionista esperto della Marina Militare. È originario di Giulianova ed è indicato come militare in servizio presso il Comando Scuole della Marina Militare di Ancona.

Ricerche proseguite per tutta la notte

La Guardia Costiera ha continuato le operazioni anche nelle ore notturne impiegando motovedette e un elicottero dotato di sistemi per la ricerca dall'alto.

Il dispositivo è stato successivamente rafforzato con l'intervento di un'unità della Guardia di Finanza. Con la luce del giorno le attività sono state estese anche alle ricerche subacquee.

Le verifiche interessano sia lo specchio di mare davanti a Torre Faro sia il litorale e le aree nelle quali le correnti potrebbero aver trasportato persone o attrezzature.

Le correnti dello Stretto rendono complesse le operazioni

Il tratto di mare interessato dalle ricerche è caratterizzato dalle note e intense correnti dello Stretto di Messina. La loro direzione e intensità possono variare e questo rappresenta un elemento particolarmente importante nella pianificazione delle ricerche.

Proprio per questo le operazioni vengono condotte contemporaneamente con mezzi navali, aerei e personale specializzato, ampliando progressivamente le zone da controllare sulla base delle informazioni raccolte.

16 settembre • mattina
L'arrivo a Torre Faro
Il sub raggiunge la zona nord di Messina, prepara l'attrezzatura ed entra in acqua.
16 settembre • pomeriggio
Scatta l'allarme
Dopo il mancato rientro vengono attivate le operazioni della Guardia Costiera.
Notte tra 16 e 17 settembre
Ricerche senza interruzione
Motovedette e mezzi aerei continuano a perlustrare lo Stretto.
17 settembre
Recuperati i palloncini
La Guardia Costiera recupera in mare dei palloncini di salvataggio collegati a una cima lunga circa venti metri. Le ricerche proseguono.

Ricerche ancora in corso

Al momento dell'ultimo aggiornamento disponibile non è stato ancora individuato Antonio Ridolfi. Il dispositivo di ricerca resta quindi pienamente operativo nello Stretto.

Le autorità stanno verificando tutti gli elementi disponibili, dalle immagini delle telecamere alle attrezzature individuate in mare, per ricostruire con maggiore precisione il percorso seguito dal sub e concentrare le operazioni nelle aree considerate più rilevanti.

La situazione resta in evoluzione e ulteriori aggiornamenti potranno modificare il quadro nelle prossime ore.

Fonti consultate per l'articolo Fonti utilizzate per verificare gli ultimi aggiornamenti, la dinamica dell'immersione e il dispositivo di ricerca.
Rai News — TGR Sicilia ↗ Ultimo aggiornamento sulle ricerche e recupero dei palloncini di salvataggio. La Nuova Riviera ↗ Ricostruzione dell'immersione a Torre Faro e mezzi impiegati nelle operazioni di ricerca. La Sicilia ↗ Aggiornamenti sul dispositivo della Guardia Costiera e sull'intervento della Guardia di Finanza. Rete8 ↗ Informazioni sul militare, provenienza e servizio presso il Comando Scuole della Marina Militare di Ancona.

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Fonti consultate per questo articolo: Rai News – TGR Sicilia, Giornale di Sicilia.

Approfondimenti

Le operazioni di ricerca per il sub disperso Messina continuano a coinvolgere numerosi enti e risorse, mentre l’attenzione resta alta sulla sicurezza delle immersioni in quest’area.

Le sfide delle ricerche nello Stretto di Messina

Lo Stretto di Messina è noto per le sue condizioni marine complesse, che rappresentano una sfida significativa per le operazioni di ricerca e soccorso. Le forti correnti, che possono raggiungere velocità elevate, complicano notevolmente le operazioni di recupero. Queste correnti, influenzate dalla marea, rendono difficile la navigazione e la localizzazione di eventuali segnali di emergenza. Le squadre di ricerca, composte da motovedette della Guardia Costiera e squadre a terra, lavorano incessantemente per superare queste difficoltà e aumentare le possibilità di ritrovare il sub disperso Messina.

Implicazioni per la sicurezza delle immersioni

L’incidente del sub disperso Messina solleva importanti questioni sulla sicurezza delle immersioni in solitaria, specialmente in aree con condizioni marine impegnative come lo Stretto di Messina. Gli esperti sottolineano l’importanza di seguire protocolli di sicurezza rigorosi e di evitare immersioni in solitaria, specialmente in zone con forti correnti e profondità significative. L’uso di attrezzature avanzate, come rebreather e scooter subacquei, richiede una preparazione adeguata e una valutazione attenta delle condizioni ambientali. Questo incidente potrebbe portare a una revisione delle linee guida per le immersioni nella regione, al fine di prevenire futuri incidenti.

Il ruolo delle autorità locali e della comunità

Le autorità locali, insieme alla comunità di subacquei, giocano un ruolo cruciale nel supportare le operazioni di ricerca e nel promuovere la sicurezza delle immersioni. La collaborazione tra la Guardia Costiera, la Polizia di Stato e altre forze dell’ordine è fondamentale per coordinare le risorse e ottimizzare gli sforzi di ricerca. Inoltre, la comunità locale può contribuire condividendo informazioni e sensibilizzando sull’importanza della sicurezza in mare. La situazione del sub disperso Messina evidenzia la necessità di un approccio collaborativo per affrontare le sfide poste dalle immersioni in aree difficili.
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Tags: marina militarericercheStretto di Messinasub disperso
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