Sul web si è diffusa la notizia secondo cui la recente riforma fiscale avrebbe eliminato alcune tutele applicabili alla tassazione di TFS e TFR. Dal quadro normativo richiamato nell’analisi di USAMi Aeronautica, però, non emerge alcuna soppressione della clausola di salvaguardia.
Il principio già previsto dall’articolo 1, comma 9, della legge n. 296/2006 è stato infatti ricollocato nell’articolo 21, comma 11, del D.Lgs. n. 117/2026. La disposizione continua a prevedere che, se più favorevoli al contribuente, possano essere applicate le aliquote e gli scaglioni IRPEF vigenti al 31 dicembre 2006.
Non si tratta quindi di confrontare semplicemente l’imposta di oggi con quella del 2006: al momento della tassazione del trattamento di fine servizio o di fine rapporto deve essere verificato quale sistema risulti fiscalmente più favorevole.
Resta inoltre confermata un’altra agevolazione, distinta dalla clausola di salvaguardia: quella introdotta nel 2019 per il TFS pagato a distanza di tempo dalla cessazione dal servizio. Il beneficio, oggi confluito nei commi 12 e 13 dell’articolo 21 del nuovo Testo unico, prevede una riduzione dell’aliquota IRPEF crescente in funzione del tempo trascorso:
- 1,5 punti dopo 12 mesi;
- 3 punti dopo 24 mesi;
- 4,5 punti dopo 36 mesi;
- 6 punti dopo 48 mesi;
- 7,5 punti dopo 60 mesi o più.
La riduzione non opera sulla parte imponibile del TFS eccedente i 50.000 euro.
Il nuovo Testo unico, dunque, su questi aspetti ricodifica disposizioni già esistenti senza cancellarne le tutele. Per il personale della Difesa e della Sicurezza non risulta quindi fondata l’ipotesi secondo cui chi riceverà il TFS o il TFR dopo la riforma perderà automaticamente la clausola di salvaguardia o le riduzioni fiscali già previste.
Dove si trova invece il vero punto di attenzione
L’analisi richiama però un diverso possibile effetto della legge di bilancio 2026. Dal 1° gennaio 2027, per chi cessa dal servizio per raggiunti limiti di età, la prima tranche dell’indennità di buonuscita potrà essere corrisposta dopo nove mesi anziché dodici.
USAMi aveva già evidenziato a gennaio un possibile paradosso: qualora il pagamento avvenga tra il nono e il dodicesimo mese, l’anticipo potrebbe non produrre un vantaggio sostanziale in termini di attesa, ma potrebbe far venir meno la riduzione IRPEF dell’1,5% prevista dopo dodici mesi. Secondo l’analisi sindacale, in alcuni casi l’aumento dell’imposta potrebbe tradursi in una perdita fino a circa 800 euro.
Il punto, quindi, non è una presunta cancellazione generalizzata dei benefici fiscali sul TFS/TFR: le tutele richiamate restano previste dalla normativa. L’attenzione va invece posta sugli effetti concreti dei nuovi tempi di liquidazione e sulla loro interazione con le agevolazioni fiscali già esistenti.
Approfondimento: USAMI AERONAUTICA
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Alla luce di queste considerazioni, è importante comprendere come la nuova normativa incida sui benefici fiscali TFS TFR e quali siano le implicazioni pratiche per i contribuenti.
Implicazioni per i Dipendenti Pubblici
Per i dipendenti pubblici, la modifica dei tempi di pagamento del TFS/TFR rappresenta un aspetto cruciale. La manovra 2026 prevede che la prima rata possa essere erogata dopo nove mesi anziché dodici. Questo cambiamento, sebbene non elimini i benefici fiscali TFS TFR, può influire sulla detassazione del 1,5% prevista per i pagamenti oltre il dodicesimo mese. Pertanto, i dipendenti pubblici devono valutare attentamente come il nuovo timing possa incidere sul loro trattamento fiscale complessivo.
Continuità delle Agevolazioni Fiscali
Nonostante le modifiche normative, le agevolazioni fiscali per il TFS e il TFR rimangono in vigore. La clausola di salvaguardia, che consente di applicare le aliquote e gli scaglioni IRPEF più favorevoli del 31 dicembre 2006, è stata semplicemente ricollocata nel nuovo Testo unico. Questo assicura che i benefici fiscali TFS TFR continuino a proteggere i contribuenti, garantendo un trattamento fiscale più vantaggioso quando possibile.
Considerazioni Finali sui Benefici Fiscali TFS TFR
In sintesi, la nuova normativa non abolisce i benefici fiscali TFS TFR, ma richiede una maggiore attenzione ai dettagli relativi ai tempi di pagamento. I contribuenti devono essere consapevoli delle implicazioni pratiche delle nuove disposizioni per massimizzare i vantaggi fiscali. È essenziale rimanere informati e consultare esperti fiscali per navigare efficacemente nel contesto normativo in evoluzione.








