Una telecamera GoPro fissata sull’elmetto dell’operatore potrebbe essere il dettaglio decisivo per ricostruire quanto accaduto al poligono di Monte Bivera, in Carnia. Le immagini, secondo le ricostruzioni disponibili, avrebbero documentato la corretta esecuzione delle procedure, consentendo di escludere un comando involontario del militare.
Era il 10 giugno. Durante un’esercitazione degli alpini, alcuni Lince stavano effettuando brevi raffiche contro un bersaglio posto a meno di 150 metri. A un certo punto la torretta remotizzata Hitrole avrebbe ruotato verso destra, abbassando la linea di tiro mentre l’arma continuava a sparare.
Tre colpi. Sul cofano del blindato parcheggiato accanto.
Nessun militare è rimasto ferito e i danni al secondo mezzo sarebbero stati limitati. L’episodio, tuttavia, ha spinto l’Esercito a sospendere precauzionalmente l’impiego dei Lince equipaggiati con quella configurazione, sia sul territorio nazionale sia nelle missioni all’estero, in attesa degli accertamenti tecnici.
La Hitrole consente all’operatore di controllare arma e sistemi ottici restando protetto all’interno del veicolo. Proprio per questo, se venisse confermata l’assenza di un errore umano, le verifiche dovranno concentrarsi sulla torretta, sui suoi comandi e sulle condizioni che possono aver determinato il movimento improvviso.
Il fermo resta una misura cautelativa. Ma ora bisognerà capire se quello di Monte Bivera sia stato un guasto isolato o il segnale di una criticità più ampia. E su questo, gli accertamenti non hanno ancora detto l’ultima parola.









